Il Toro lascia Bormio, Mihajlovic contento  «Qui stiamo bene»
L’allenatore del Torino Mihajlovic con il direttore sportivo bormino Stefano Faifer

Il Toro lascia Bormio, Mihajlovic contento

«Qui stiamo bene»

Si è concluso il ritiro della squadra granata. Gli elogi del mister per l’accoglienza al direttore Faifer. «Mi piacerebbe se fosse realizzato un secondo campo».

Sinisa Mihajlovic, con il Torino, lascia Bormio dove ha trascorso il suo secondo ritiro precampionato consecutivo alla guida del Torino con una richiesta: «Quest’anno sono state realizzate le tribune, il prossimo anno mi piacerebbe fosse realizzato anche un secondo campo da calcio perché un campo solo ci penalizza».

Chissà cosa ne pensa il sindaco di Bormio, Roberto Volpato, che aveva dovuto lasciare il polifunzionale di Bormio perché il ritardo della conferenza stampa del tecnico l’aveva costretto ad abbandonare ancora prima che la conferenza avesse inizio per partecipare a una riunione sulla casa di riposo.

Prima della richiesta il tecnico serbo aveva cantato le lodi del ritiro, elogiando il direttore sportivo bormino Stefano Faifer che lui ha chiamato solo per nome: «Qui stiamo bene, abbiamo tutto quello di cui abbiamo bisogno. E poi c’è Stefano che è veramente una persona meravigliosa, che è sempre con noi, pronto a soddisfare le nostre richieste. È un nostro grande amico. Di Bormio mi sono piaciute anche le terme». Il mister ha citato Faifer, che è stato il mattatore del ritiro, anche per la sua grande presentazione della squadra ai tifosi in piazza del Kuerc al fianco della giornalista di Torino Channel, Ilenia Arnolfo.

Faifer è la punta dell’iceberg della perfetta organizzazione dell’Us Bormiese, che oltre ai tanti volontari - impossibile citarli uno per uno - conta su due fari fondamentali quali il presidente della società, Pierluigi Spechenhauser, e il presidente della sezione calcio Paolo Bazzeghini, costanti presenze nel ritiro.

Mihajlovic ha detto la sua sulla questione Belotti anche se ormai il tormentone sulla riconferma del centravanti sembra terminato, dopo le ripetute rassicurazioni del presidente Urbano Cairo, che proprio dalla visita del ritiro a Bormio iniziò a smentire le possibilità di cessione del bomber. «Fra il Gallo, me e la società c’è fiducia e affetto. Qui tutti gli vogliono bene, lui può stare sereno, tranquillo, concentrato su quello che deve fare e ripetere l’ultima stagione che ha fatto. Se dovesse arrivare una proposta giusta per andare via non sarò io a mettergli il bastone fra le ruote, è un ragazzo serio e tranquillo il nostro rapporto resterà sempre buono» ha detto il mister.

Il tecnico, che ha nascosto l’obiettivo di andare in Europa, ha sottolineato il lavoro svolto la scorsa stagione, con giocatori che non erano abituati a giocare così tanto: «Iago Falque non giocava da tempo, lo steso discorso vale per Ljajic; Gallo aveva fatto una mezza stagione, Barreca, Baselli non erano titolari. Dalla serie cadetta alla serie A c’è un abisso anche in termini di preparazione pre campionato, come mi ha confessato anche il giovane Bonifazi, (reduce dalla vittoria nel torneo cadetto con la maglia della Spal, ndr)».


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