I fatti non sussistono: dopo sette anni  Gavazzi è assolto
Francesco Gavazzi

I fatti non sussistono: dopo sette anni

Gavazzi è assolto

Ipotesi doping di squadra: il talamonese sollevato da ogni accusa assieme alla ex squadra della Lampre

Dopo anni di indagini e dibattimenti è stata messa ieri la parola fine al processo di primo grado nel caso riguardante la Lampre e l’ipotesi di doping di squadra: il tribunale di Mantova ha emesso una sentenza che non sembra ammettere molte repliche. A esultare sono soprattutto i corridori che per tanto tempo hanno vissuto con la spada di Damocle delle accuse sopra la propria testa.

Non solo accuse, ma anche sospetti, voci, insinuazioni: tutto il contrario di quello di cui ha bisogno un atleta per poter gareggiare e, di fatto, fare il proprio lavoro, nelle condizioni di serenità necessarie per rendere al meglio. I giudici mantovani hanno preso una decisione molto netta e hanno assolto tutti gli indagati ad eccezione di Guido Nigrelli (il farmacista di Volta Mantovana al centro della vicenda) e Sebastian Gilmozzi (cicloamatore), condannati rispettivamente a 8 e 5 mesi.

Per tutti i corridori, invece, è arrivata l’assoluzione. A salutare la decisione come la fine di un incubo sono stati: Alessandro Ballan, Paolo Bossoni, Marco Bandiera, Marzo Bruseghin, Pietro Caucchioli, Damiano Cunego, Mauro Da Dalto, Francesco Gavazzi, Mirco Lorenzetto, Manuele Mori, Massimiliano Mori, Daniele Pietropolli, Simone Ponzi e Mauro Santambrogio.

Assolti anche i dirigenti: Fabrizio Bontempi, Maurizio Piovani, Beppe Saronni. Anche per tutte le restanti parti in causa l’impianto accusatorio impostato da pm Condorelli è stato demolito quasi completamente, con il pronunciamento della Corte che ha assolto le parti con formula piena perché i fatti o non costituivano reato o non sussistevano.

Il team Lampre-Merida ha affidato a un comunicato ufficiale la propria soddisfazione per la positiva conclusione del processo: «La dirigenza della squadra e Giuseppe Saronni, anch’egli assolto con formula piena, tengono a sottolineare l’oggettività del giudizio e a ringraziare: - i legali di fiducia Federico e Marco Cecconi, oltre ai periti di parte - i collaboratori e dipendenti di un tempo e contemporanei che hanno condiviso il delicato periodo, vedendo addirittura messo a repentaglio il proprio posto di lavoro - tutti colori che hanno sostenuto la squadra e le persone coinvolte nel processo, mostrando sempre una fiducia intaccabile: partner, sostenitori e sponsor, con in prima fila l’azienda Lampre e la famiglia Galbusera, alla quale va il ringraziamento più grande per la concreta vicinanza mostrata in ogni momento. La gratitudine viene espressa per la conduzione del processo in ogni sua fase, per l’onestà intellettuale palesata e per il sostegno a vario titolo manifestato nel corso del travagliato cammino giunto finalmente alla felice e auspicata conclusione grazie all’operato della giustizia ordinaria, arrivata a giudizio prima della malaugurata ipotesi della prescrizione dei termini».


© RIPRODUZIONE RISERVATA