Gli Ottomila secondo Panzeri. La lezione dell’uomo “normale”
Mario Panzeri, uno dei tredici al mondo che non ha usato l’ossigeno

Gli Ottomila secondo Panzeri. La lezione dell’uomo “normale”

È il terzo italiano ad aver conquistato le vette più alte del mondo. Non è un professionista delle scalate e a Campodolcino svelerà i suoi segreti

Il tredicesimo uomo a raggiungere la vetta di tutti i quattordici 8.000 metri della Terra senza l’uso di ossigeno. Il terzo italiano ma, e qui sta l’assoluta particolarità del personaggio, il primo a farlo senza aver fatto dell’alpinismo di vertice la propria professione.

Dopo Simone Moro, fresco protagonista l’anno scorso della conquista in invernale del Nanga Parbat, sarà un altro grande nome dell’alpinismo himalayano proveniente dal Belpaese ad aprire la Pizzo Stella SkyRace, gara di corsa in montagna in programma la seconda domenica di luglio. Appuntamento nella palestra di Campodolcino venerdì 7 luglio alle 21. Mario Panzeri li ha fatto quasi in sordina i suoi quattordici 8.000 metri, ma il personaggio non è inferiore ai nomi più blasonati del mondo alpinistico.

Il terzo italiano a raggiungere l’impresa dopo Messner e Silvio “Gnaro” Mondinelli. Ci ha messo 24 anni, con 6 anni di sosta completa per nausea da montagna. La prima impresa sulla cima più semplice: il Cho Oyu nel 1988. A seguire tre tentativi andati a vuoto, due sul Hornbein Couloir dell’Everest. La via che voleva tentare quest’anno Ueli Steck nel suo tentativo di concatenamento Everest-Lothse costato la morte ancora prima di iniziare al fortissimo alpinista svizzero. L’Everest arriverà nel 1992, ma dal classico versante del Colle Sud. Dopo 4 anni la prima grandissima impresa con la conquista del K2, seguito l’anno seguente dal Lothse. Il tentativo dal versante sul dell’Annapurna non andato a buon fine apre il periodo sabbatico di Panzeri.

Si riparte nel 2004 con un altro “fallimento” con il versante nord dell’Everest. La caccia agli 8.000 si riapre nel 2005. La conquista dell’Annapurna apre un lungo periodo di successi. Arrivano in sequenza Makalu, Gasherbrum II, Nanga Parbat, Broad Peak, Manaslu, Shisha Pangma, Kanchenjunga, Gasherbrum I e, finalmente, nel 2012 il Dhalaughiri dopo un corpo a corpo dall’ultimo campo durato 17 ore.

Tutto questo sarebbe “normalmente straordinario” se non fosse che Panzeri, guida alpina dal 1987, non passa tutte le sue giornate ad allenarsi fisicamente o scalare montagne in vista delle sue imprese. È, infatti, un importante artigiano della zona del Lario con la sua azienda che si occupa di consolidamento di pareti rocciose e paravalanghe. Non è questa l’unica attività prevista nell’ambito di quelle collaterali alla gara del 9 luglio. Tutta la giornata del sabato precedente sarà dedicata agli appassionati della montagna e dell´arrampicata.

Saranno allestite in piazza della Chiesa a Fraciscio di Campodolcino, delle pareti per arrampicata sportiva. Inoltre, saranno presenti diversi gazebo che ospiteranno marche d´abbigliamento tecnico sportivo. Durante il pomeriggio concerto del gruppo folcloristico “Picett de Grenta”.


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