Fontana-Federazione: «Nessuna fiducia»

Short track. Cambio di nazionalità? «Se dovessi decidere di competere, stando così le cose, il mio percorso rimarrebbe separato dal gruppo azzurro». La Fisg: «Non tollereremo più intimidazioni»

Fontana-Federazione: «Nessuna fiducia»
Arianna Fontana sotto i riflettori a Pechino con la medaglia d’oro conquistata nei 500 metri

«Così non va». Ultimatum di Arianna Fontana alla Federghiaccio, oppure è l’inizio della fine?

Risveglio shock ieri mattina per il movimento italiano dello short track e anche per i tantissimi tifosi della stella valtellinese, la donna più vincente in Italia della storia dei Giochi Olimpici.

Le note tensioni da tempo esistenti tra la Federghiaccio e la Fontana sembravano “messe nel congelatore” per un periodo “sabbatico attivo”, lontano dal ghiaccio e dalla Nazionale, da parte di Arianna, così come sempre è accaduto in questi anni nella stagione post olimpica.

Ecco invece la bordata, o meglio l’alabarda spaziale visto il peso del post, di Arianna Fontana pubblicata sulla sua pagina Instagram, dove traspare la volontà nemmeno troppo velata, di cambiare nazionalità, o allenarsi quanto meno ancora non con il resto del gruppo azzurro.

“Purtroppo non ci sono state comunicazioni costruttive sulla mia partecipazione ai Giochi Olimpici del ’26 da parte della Fisg dopo che, dall’aprile scorso, ci sono state ammissioni, da parte del presidente della Fisg, di errori commessi e fatto promesse che non sono mai state mantenute. Lo staff rimane, in parte, quello che ha permesso ad atleti di prendermi di mira durante gli allenamenti e questo non è accettabile”.

“La strada davanti a me non è facile, ma so che non tollererò più che il personale tecnico e federale prenda decisioni per isolarmi senza assumersi la responsabilità di queste decisioni”.

“Finché quelle decisioni e azioni saranno approvate, non tornerò e se dovessi decidere di competere in futuro, il mio percorso sarà completamente separato da quello che il direttore tecnico e il suo staff hanno pianificato per il gruppo italiano. In quel caso, mi dispiacerà non allenarmi con il resto degli atleti italiani, ma la mia fiducia nello staff tecnico e federale è irrecuperabile”.

Ma la Federazione non è restata in silenzio: «E’ stato fatto di tutto. Non tollereremo più intimidazioni».

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