Fontana da urlo in Ungheria: torna in pista ed è subito oro
Selfie d’oro per le azzurre

Fontana da urlo in Ungheria: torna in pista ed è subito oro

Domenica indimenticabile per il movimento dello short track italiano, con le sue donne a conquistare la vittoria nella staffetta e anche con i singoli ad avvicinarsi ai podi di distanza.

L’italia c’è. Eccome se c’è. Domenica indimenticabile per il movimento dello short track italiano, con le sue donne a conquistare la vittoria nella staffetta e anche con i singoli ad avvicinarsi ai podi di distanza. Ma andiamo con ordine, con il successo di Arianna Valcepina, Arianna Fontana, Elena Viviani e Cecilia Maffei, alias il quartetto azzurro italiano, salito sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo.

Una vittoria sui 3000 metri di staffetta che evidenzia sì il talento cristallino della Fontana, ma che premia indubbiamente le doti del collettivo azzurro, con le altre due valtellinesi Viviani e Valcepina al fianco della trentina Maffei, brave a fare i loro dovere, ovvero tenere alto il ritmo, tenere la posizione al fine di portare la Fontana a una chiusura di gara come solo lei sa fare. Un mix di circostanze messe in pratica alla grande ieri dalle azzurre, che sarebbe stato ancora più bello e galvanizzante veder combattere al fianco delle concorrenti più blasonate, quelle di sempre targate Cina Corea, e Canada, clamorosamente fuori dalla finale, le prime perché battute dalle azzurre in semifinale mentre le altre due super potenze squalificate nel turno precedente.

Nel lotto delle forti nazioni escluse, anche l’Olanda fresca del titolo europeo, un titolo conquistato un paio di settimane fa a Sochi quando però l’Italia, bronzo continentale, era ancora orfana della Fontana, rientrata alle gare proprio questo fine settimana. Una finale per tre quarti europea con Italia Russia e Ungheria, con il Giappone a rappresentare la quota orientale. Tre mila metri di gara, già segnati dopo 7 giri dallo start dalla caduta delle russe, sulla carta le rivali più pericolose. Un proseguo senza troppi colpi di scena con le nostre e l’Ungheria ad alternarsi in testa al gruppo, sino agli ultimi 5 giri di gara con la giovane Arianna Valcepina a dare il cambio in testa ad Arianna Fontana la quale con una accelerata imperiosa ha rifilato tre metri di distacco in 9” alla povera rivale magiara, comunque felice della piazza d’onore davanti al Giappone penalizzato sul finale dal doppiaggio della Russia che ha fatto da tappo.

Gioia infinita in casa Italia del tecnico canadese Kenan Gouadec, pacche sulle spalle e sorrisi per tutte e sei le azzurre, presenti sul podio oltre che con le quattro finaliste anche con Lucia Peretti e Federica Tombolato schierate nel primo turno di qualificazione.

Una Lucia Peretti, alpina dell’Esercito bormina, in grande spolvero nella gara dei 1.500 metri, dove ha ottenuto il miglior piazzamento in carriera, chiudendo con una 5a piazza la finale dominata dalla Corea. Bandiera italiana in alto anche nella finale dei 1.500 metri maschile, grazie al poliziotto Tommaso Dotti, fantastico 4° a tre decimi dal podio. Nella finale B, “good job” anche per il Forestale di Bormio Yuri Confortola 2° e quindi 9° assoluto.


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