Dell’Agostino non è ancora soddisfatto
Il capitolo Under 23 per Giorgio è da considerarsi agli sgoccioli; l’anno prossimo gareggerà coi senior

Dell’Agostino non è ancora soddisfatto

Canoa, il sondriese, reduce dalle cinque medaglie conquistate agli Europei, punta ancora più in alto. «Non ho ancora digerito il secondo posto ottenuto nella gara lunga, ma in acqua se ti accontenti è finita».

Sotto il casco batte un cuore generoso, ma anche a bicipiti non è messo male Giorgio Dell’Agostino e sarà forse anche per questo che la pagaia della sua canoa dell’Addavì non osa contraddirlo quando scende a cercare gloria sui fiumi in gara, il suo Adda in primis.

E così è stato nell’ultima sua apparizione ai Campionati Europei Under 23 di canoa fluviale in Macedonia, appena conclusi, dai quali è ritornato con un ricco bottino di medaglie: 1 oro, 3 argenti e 1 bronzo «e un’altra stagione ricca di soddisfazioni, emozioni e crescita personale - ha commentato il sondriese azzurro -. Si è contenti, ma come al solito c’è sempre qualcosa che ti “rode” - se la ride -. Sicuramente la trasferta a questi Europei macedoni è stata più che positiva. Non ho mai nascosto che sono partito con le aspettative al massimo, la mia intenzione era di andare a vincere, come tutti, anche i miei avversari e la gara è stata veramente “molto chiusa” nel senso che, per dire, la lunga, 11 minuti di discesa, si è giocata in 1 secondo! I primi sei eravamo tutti nei 7”: allucinante. Ci ho messo un attimo a “digerire” quel secondo posto – ha ammesso il ragazzo – anche se è comunque un bellissimo risultato, ma… l’oro attira di più – altro sorriso disarmante -, anche perché nel momento in cui ti accontenti è finita; accontentarsi sì, ma soprattutto analizzare quando le cose vanno male, perché sono quelle che ti spingono di più sulla via del miglioramento, della crescita».

Praticamente il capitolo Under 23 per Giorgio è da considerarsi agli sgoccioli; l’anno prossimo gareggerà coi senior. «Comunque la base di tutto - continua il suo consuntivo Dell’Agostino - è che la canoa è uno sport meraviglioso, che ti aiuta tanto nella vita di tutti i giorni, sottoponendoti a tante e continue fatiche, tenendoti a contatto con la Natura, che ti insegna a contare su te stesso: tanti aspetti che per me distinguono questo sport da altri e spero, sinceramente, di riuscire a trasmettere queste cose ai nostri ragazzini che affollano l’Addavì e l’Adda. Anche perché i risultati non arrivano subito, ma bisogna inseguirli con caparbietà giorno dopo giorno».

Per Giorgio è tempo di riflessioni, per esempio sulla cosa più bella e quella più brutta vissuta /patita in questi anni. «Sicuramente il momento più bello è quando arrivi in fondo, vedi il tempo e la posizione e dici “ce l’ho fatta, ci sono”. Dura poco, per la verità, perché poi pressano subito dopo le altre gare. Da dimenticare invece quando, in fondo alla discesa, il tuo tempo e la tua posizione ti lasciano indietro e allora “cancelliamo” e via da capo».

Il canoista azzurro sostiene di essere circondato da persone fantastiche, mamma e papà in primis (I pilastri della canoa; Ken Rollet, ndr), chi mi ha aiutato, Crossfit, nella preparazione a secco, gli sponsor Creval e Motori Sondrio, tutti gli sponsor tecnici che sono assolutamente importanti e indispensabili». Non solo sport per questo ragazzo, ma anche la costruzione di un solido futuro lavorativo: i tre pasti quotidiani bisogna pur sempre organizzarli.


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