Corso portieri, i sondriesi restano isolati  «Non era un’operazione di scouting»
Una spettacolare presa aerea del portiere del Sondrio Paolo Guerci

Corso portieri, i sondriesi restano isolati

«Non era un’operazione di scouting»

Calcio serie D. Atleti e preparatori del capoluogo e della Colicoderviese pronti per le lezioni. «Ma diverse società della Bassa Valle non hanno concesso il nullaosta ai propri giocatori».

Tre preparatori qualificati, tutti regolarmente in possesso di patentino (Lorenzo Tognolatti della Colicoderviese, Franco Marelli del Sondrio e Paolo Guerci, portiere della squadra biancazzurra) che mettono a disposizione il loro tempo libero per formare i giovani estremi difensori della provincia di Sondrio; 16 ragazzi e i loro genitori che aderiscono con entusiasmo a questa proposta.

Tutto a posto, dunque e corso per portieri (17 sedute d’allenamento in tutto sul campo di Dongo) pronto a partire? Neanche per sogno, visto che in maniera inspiegabile, numerose società calcistiche della provincia non hanno concesso il nulla osta ai loro giovani portieri (classe 2005 e 2006 con possibilità di adesione anche per ragazzi più giovani o più grandi) nonostante i sodalizi stessi non debbano sostenere alcun costo che è, invece, a carico dei genitori.

Le sedute d’allenamento sono dunque “congelate” per il momento per il grande disappunto di Franco Marelli e Paolo Guerci: «Non si tratta - ha spiegato proprio Franco Marelli - di un’iniziativa messa in piedi per fare scouting o organizzata da una società, che sia il Sondrio o la Colicoderviese. Semplicemente, io, Paolo e Lorenzo mettiamo a disposizione il nostro tempo per i giovani portieri della provincia di Sondrio. Il nostro corso è specificamente rivolto a loro perché nelle loro società si devono allenare con la prima squadra oppure con preparatori non qualificati».

«Mi piace - ha fatto eco Paolo Guerci, portiere del Sondrio - poter mettere una base per far crescere i portieri delle varie società. Se si punta solamente sul talento, lasciando poi le cose al caso non credo si sfruttino i ragazzi al 100%». Perché, allora, le società si sono opposte alla partecipazione dei loro portieri al corso? «Diverse società della Bassa Valle - ha raccontato Franco Marelli - non hanno dato il nullaosta e si sono giustificate dicendo che hanno già i loro preparatori oppure che temono che Sondrio o Colicoderviese portino via i loro ragazzi. Sinceramente questa è una situazione che trovo assurda e mi dà molto fastidio: le società non avrebbero oneri, anche i loro preparatori potrebbero assistere alle lezioni e dunque imparare ed essere formati. In più, anche nel caso una squadra come il Sondrio o la Colicoderviese visionasse un portiere, per una società dovrebbe essere un motivo d’orgoglio, così come al Sondrio sarebbero orgogliosi se un portiere interessasse, ad esempio, a una società di Lega Pro».

«Non riesco davvero a capire questo atteggiamento di chiusura: - ha rincarato la dose Paolo Guerci - dopo il corso i portieri tornerebbero più preparati alle loro squadre e i preparatori potrebbero assistere alle lezioni e imparare. Sto semplicemente mettendo a disposizione il mio tempo, non so neanche se l’anno prossimo sarò ancora a Sondrio o no: che interesse dovrei avere a tenere questo corso se non quello di mettere le basi per la crescita dei giovani portieri della provincia?».


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