Talamona, a Francesco Gavazzi il Riccio d’Oro

Premiato il ciclista già in nazionale e vincitore di una tappa alla Vuelta

Il Riccio d’oro al gigante delle due ruote. Un altro premio a Francesco Gavazzi, il ciclista che ha nel cuore la sua Talamona.

Dal 2016 il Comune attribuisce l’onorificenza “Riccio d’Oro” a persone, enti o associazioni che si siano particolarmente distinte per meriti verso la comunità. Nelle prima edizione la protagonista fu Veronica Bertolini alla quale vennero riconosciuti meriti sportivi a seguito della partecipazione alle olimpiadi di Rio 2016. Quest’anno il comune della Bassa Valle ha voluto celebrare un altro dei suoi sportivi più forti, Francesco Gavazzi, ciclista professionista dal 2007 al 2023, vincitore di una tappa alla Vuelta a España 201, nel 2010 e nel 2011 ha rappresentato la Nazionale italiana ai campionati del mondo.

«L’Amministrazione comunale- ha spiegato il vicesindaco Alessandro Cian nell’ultimo consiglio comunale - conferisce a Francesco Gavazzi il premio Riccio d’oro 2023 per la lunga carriera in uno sport molto competitivo che premia la costanza e gli sforzi individuali, ma anche la collaborazione della squadra del gruppo necessari per il raggiungimento della vittoria, un vero capitano». Abituato a riconoscimenti internazionali, il campione ha dimostrato comunque tutta la riconoscenza ed emozione per il premio di casa sua dove, sollecitato dagli amministratori, ha parlato di sè.

«Tutte le cose hanno un inizio, un proseguo e una fine, anzi penso anche di essere durato quasi troppo rispetto ai giovani che adesso sono in agonismo – le parole di Gavazzi - mi sono preso un anno di un anno di tranquillità, sono stato con i miei familiari per godermi un po’ di più i bambini, comunque rimanendo nell’ambiente ciclistico perché, come dice mio papà, ho fatto una vita quello e so fare solo quello. Cerco di sfruttare ciò che so fare, la mia esperienza, sto studiando da direttore sportivo e intanto sono sono rimasto un po’ in squadra come jolly per quest’anno e nel frattempo sto aiutando mio cugino a Talamona a fare il gommista, quindi sto imparando un altro lavoro, che non si sa mai».

E ancora: «Sono contento di avere smesso quando volevo senza rimorsi e senza rimpianti, mi piace andare alle corse, ma non mi manca il ciclismo agonistico, lo guardo in televisione quando capita, però sono felice di quella che è stata la mia carriera e di come è finita». Ha poi ringrazio per il premio. «Talamona è sempre casa mia, quando mi dicono guardando la carta d’identità che sono nato a Morbegno ci tengo a mettere i puntini sulle i spiegando che sono talamonese, ho girato il mondo, ma il cuore rimane sempre a Talamona».

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