Lunedì 22 Febbraio 2010

Voci, una garanzia di successo
nei "Grovigli" di Malika Ayane

COMO Gli album sanremesi sono molto spesso più croce che delizia. Da qualche anno in qua, poi, pochi artisti si sprecano o, meglio, sono le stesse case discografiche che non ci credono più. Così il venerdì prima della finale gli scaffali dei negozi si riempiono di novità che tali non sono.
Antologie con la canzone del festival in più, vecchi CD ricopertinati, paccottiglia spedita anche in edicola. I lavori fatti e finiti si contano sulle dita di una mano e, spesso, non sono all'altezza delle aspettative, realizzati troppo in fretta per sfruttare la coincidenza della kermesse. E poi ci sono le piacevolissime eccezioni come Malika Ayane. Quando ha esordito ha colpito subito, tra le nuove proposte, lo scorso anno, spiccava anche senza vincere, senza neppure piazzarsi a dimostrazione di come i talenti veri non abbiano bisogno di concorsi per emergere. Ha voluto riprovare, giustamente tra i big, e “Ricomincio da qui” si è immediatamente segnalata come pezzo con tutte le carte in regola per puntare alla vittoria. Poi è stata eliminata, dopo aver vinto il premio della critica. “Grovigli” segue il debutto omonimo ed è un lavoro eterogeneo che conferma tutto il bene che pensiamo di Malika. Alterna italiano e inglese senza perdere coerenza, i brani sono eterogenei e il risultato è brillante. Apre, e altrimenti non poteva essere, proprio “Ricomincio da qui” che porta la firma anche di Pacifico. Segue “‘Thougts and clouds”, scritta da Ferdinando Arnò che è anche arrangiatore e produttore del disco. Alla stesura del testo troviamo un nome noto della dance nostrana (anche se è inglesissima), Sandy Chambers. Colpisce, anche perché è una di quelle canzoni che è quasi impossibile non conoscere, “La prima cosa bella”, l'interpretazione del successo sanremese di Nicola Di Bari (e dei Ricchi e Poveri) regalata a Virzì per la fortunata pellicola eponima. Una cover ammaliante che ammoderna l'originale con gusto. “Brighter than sunshine” è dominata dalla sezione di fiati ma a catturare l'attenzione è la successiva “Little brown bear”, inedito di Paolo Conte che duetta con la Ayane. Cosa è accaduto? Il maestro è legato a Caterina Caselli da antica amicizia (“Insieme a te non ci sto più” a proposito di canzoni che non si può non conoscere).
La discografica ha fatto ascoltare all'avvocato l'interpretazione di “Chiamami adesso” con l'arrangiamento per archi di Alexander Balanescu, lui si è entusiasmato e ha voluto regalarle questa piccola perla. Divertente “Mille”, in levare con un coro di bambini. Dopo una breve ripresa strumentale di “Ricomincio da qui” (immaginiamo di passare al lato B di un vinile) ecco “Satisfy my soul” che non è una versione dell'inno di Bob Marley ma un brano originale, scritto dalla cantante come “Sogna”. Molto bella la conclusione: “Believe in love” è un duetto con Cesare Cremonini che ne è anche l'autore e pure se secondo la coppia - che il gossip vuole innamorata anche nella vita - è “una canzone che racchiude tutta la musica che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi, Sondre Lerche soprattutto, ma anche Ed Harcourt, Chet Baker” in realtà è soprattutto un tuffo nelle atmosfere beatlesiane di “Penny Lane”, McCartney non avrebbe fatto di meglio. “Grovigli” è uno di quegli album che ti fa venire voglia di credere che ci sia ancora un futuro non solo per la musica pop ma anche per prodotti discografici che vale la pena ascoltare da cima a fondo e, naturalmente, è anche la conferma che Malika è un'artista di cui sentiremo parlare (e che sentiremo cantare) molto a lungo.
Alessio Brunialti

a.cavalcanti

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