Samolaco: i cinghiali
distruggono i campi

Arriva dalla località Roggiolo, una zona situata fra Casenda e San Fedelino, la richiesta di aiuto di un gruppo di agricoltori costretti a fare i conti con una vera e propria invasione di oltre venti ettari di campi

Samolaco: i cinghiali distruggono i campi
Abbattete quei cinghiali prima che sia troppo tardi e che ci scappi magari anche una tragedia. Arriva dalla località Roggiolo, una zona situata fra Casenda e San Fedelino nel territorio comunale di Samolaco, la richiesta di aiuto di un gruppo di agricoltori costretti a fare i conti con una vera e propria invasione di oltre venti ettari di campi.
Negli ultimi anni la "mazzata" era giunta negli ultimi mesi della bella stagione: gran parte del raccolto era stata distrutta, con danni per migliaia di euro. Gli animali avevano abbattuto le piante e si erano nutriti con le pannocchie. «L’anno scorso hanno devastato tutti i terreni di questa località, con dei danni enormi per i coltivatori - spiega uno degli agricoltori attivi tra il Mera e la montagna, Severino Andreoli -. Ora sono arrivati con un ulteriore anticipo. In pochi giorni hanno mangiato i semi. Certo, ci sono i risarcimenti, ma non sono sufficienti. Vogliamo essere messi in condizione di lavorare la nostra terra, quindi chiediamo alle istituzioni di promuovere un reale piano di abbattimento».
Secondo Roger Scaramella è anche una questione di sicurezza. «Ci sono casi di incidenti stradali provocati dai cinghiali, in particolare sulla Trivulzia. Ogni capo pesa decine di chili e l’impatto può essere fonte di danni dalle conseguenze estremamente spiacevoli. Siccome non si tratta di una specie autoctona, il numero di animali aumenta in maniera sensibile nel giro di poco tempo. E non stiamo parlando di animali tranquilli: possono rappresentare un pericolo, soprattutto per i bambini e gli escursionisti che passano di qui per andare a San Fedelino».
E tra i dubbi espressi dagli abitanti della zona ce n’è anche uno relativo alla provenienza delle bestie. Molti sostengono che i cinghiali arrivano dalla provincia di Como passando dai boschi, ma c’è anche chi non esclude l’ipotesi di un’importazione della specie. «Ci siamo attivati per favorire la presentazione di una richiesta di risarcimento dei danni da parte dei contadini - spiega il sindaco Andrea Bianchi -. Negli ultimi giorni a Samolaco sono stati visti numerosi capi e un cinghiale è stato abbattuto. A questo punto appare più che necessaria una soluzione rapida del problema, da ricercare attraverso il coinvolgimento delle istituzioni che hanno la competenza in questi settori. Serve un piano di selezione, anche perché non è un animale originario di questa valle e visto che non ha predatori il numero aumenta molto rapidamente».

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