Dolzago: «Io, vittima
degli usurai e dei creditori»

Dalla Germania, Emilio Pugliese racconta il suo nuovo dramma: «Pagano agenzie di recupero crediti per riavere indietro pochi, maledettissimi soldi. Mi sento perseguitato, privato di ogni possibilità di ricostruirmi una vita. Ogni mio sforzo è inutile».

DOLZAGO Un uomo in fuga, braccato fino in capo al mondo dai creditori: dalla Germania, Emilio Pugliese racconta il suo nuovo dramma.

«Pagano agenzie di recupero crediti per riavere indietro pochi, maledettissimi soldi. Mi sento perseguitato, privato di ogni possibilità di ricostruirmi una vita. Ogni mio sforzo è inutile». Il grido del dolzaghese, che anni fa denunciò d'essere stato stritolato dagli usurai, è disperato: «Avevo debiti di poche migliaia, o addirittura centinaia di euro: ho lasciato l'Italia, ma vengo tuttora braccato dai decreti ingiuntivi per cifre che, a distanza di undici anni, sono diventate da capogiro. Mi stanno uccidendo: come può un uomo uscire da questo incubo?».

L'appello di Pugliese è rivolto anzitutto alle istituzioni: «Parlo ai politici di qualunque corrente: deve pur esistere una via d'uscita».
 
Sul finire degli anni 90 Pugliese aveva aperto un salone di bellezza nel centro commerciale «Laghetto»: aveva acquistato le apparecchiature sentite le banche, che lo avevano rassicurato sui finanziamenti; l'attività, però, non decollò subito. Inguaiato con i creditori, di mese in mese Pugliese si trovò esposto anche con gli istituti di credito e finì poi nelle mani degli strozzini.

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