Caspoggio, stop agli impianti
La sfiducia in consiglio comunale

Era nell'aria la sfiducia al sindaco di Caspoggio e alla sua Giunta dopo la chiusura degli impianti di risalita avvenuta proprio alla vigilia di Natale. All'insaputa di turisti e villeggianti e di buona parte degli operatori caspoggini che, fino all'ultimo, forse con eccessivo ottimismo, hanno sperato in una abbondante nevicata salvifica.

Caspoggio - Era nell'aria la sfiducia al sindaco di Caspoggio e alla sua Giunta dopo la chiusura degli impianti di risalita avvenuta proprio alla vigilia di Natale. All'insaputa di turisti e villeggianti e di buona parte degli operatori caspoggini che, fino all'ultimo, forse con eccessivo ottimismo, hanno sperato in una abbondante nevicata salvifica.

«Non vogliamo fare polemiche né propaganda elettorale - annuncia Arif Negrini, capogruppo di "Caspoggio Insieme" -, ma il nostro gruppo, riunitosi martedì sera, ha deciso di stendere e consegnare in Comune due mozioni di sfiducia, una relativamente alla gestione della partita impianti di risalita da parte di questa maggioranza, guidata da Diego Negrini, l'altra rispetto allo stato di stallo in cui versa la redazione del Piano di governo del territorio conseguente blocco delle concessioni edilizie in tutto il paese».

Mozioni che sono state protocollate ieri mattina in Comune e che verranno discusse nel consiglio comunale che la maggioranza ha deciso di convocare per giovedì prossimo, 17 gennaio, alle 20.30.

Anche se non si tratterà di un consiglio straordinario dedicato esclusivamente al tema degli impianti di risalita, così come lo aveva chiesto formalmente, alcuni giorni fa, sempre la minoranza di Arif Negrini, dal momento che sono previsti anche altri punti all'ordine del giorno.

«E' vero che, per quanto ho potuto apprendere, - dice quest'ultimo - la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario avrebbe dovuto essere accolta solo se sottoscritta da quattro consiglieri, mentre, nel nostro caso è stata firmata solo da me e dal consigliere del mio gruppo Ermanno Bricalli. Però, è altrettanto vero, che una spiegazione alla cittadinanza tutta e anche ai turisti e villeggianti, questa amministrazione avrebbe dovuto darla con o senza consiglio straordinario. Più che altro per fare chiarezza evitando, così, che finiscano per circolare una ridda di voci capaci di alimentare solo la confusione su un argomento così importante per la sopravvivenza di Caspoggio. E anche, per avere dei suggerimenti dalla popolazione medesima».

Per Arif Negrini e i suoi, quindi, «è arrivato il momento di sedersi attorno a un tavolo e discutere del futuro della nostra località. Evidenziando, però, - dice - anche il fatto che l'amministrazione in carica ha fallito tanto con l'imprenditore che avrebbe dovuto rilanciare la stazione, Enrico Costanzo, quanto con l'imprenditore "storico", se così si può dire, Franco Vismara. Che ha tutte le intenzioni di concentrarsi sul Palù, bando a qualsiasi considerazione su Caspoggio indipendentemente, a questo punto, da chi siano gli amministratori in carica. Lo dico, perché, quando c'era Marzio Pegorari sembrava che gli attriti con la proprietà degli impianti fossero dovuti al nostro atteggiamento, cosa che si è rivelata non vera, perché è con questa amministrazione che la stazione ha chiuso. E ci piacerebbe anche capire se, poi, Vismara può fare una cosa simile considerato che ha preso anche soldi pubblici, almeno lo scorso anno».

Pungente anche la frecciata che l'opposizione lancia agli amministratori in carica rispetto al Piano di governo del territorio.

«Già l'edilizia è in crisi - dice Negrini - e se a questo aggiungiamo il fatto che qualsiasi nuova autorizzazione è bloccata, a Caspoggio, per il fatto che siamo sprovvisti del nuovo Piano di governo del territorio, si capisce il disagio. Dopo quattro anni siamo solo alla seconda adozione di Valutazione ambientale strategica e, prima di luglio-agosto, non penso che arriviamo all'adozione definitiva. Un paese bloccato in tutti i sensi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA