Lunedì 28 Settembre 2009

Siero da smaltire:
un bel problema

Smaltire il siero derivante dalla produzione del formaggio in alta Valle Spluga. Tema decisamente delicato quello posto dalle latterie e dai produttori di formaggio di Monte Spluga e degli alpeggi del territorio del comune di Madesimo all’amministrazione comunale.
La zona è una delle più importanti per quanto riguarda il settore caseario in valle, ma è anche, per ovvi motivi, una delle più problematiche. Nei giorni scorsi il sindaco di Madesimo Franco Masanti ha avuto un incontro con i produttori della zona per analizzare il problema dello smaltimento dei grossi quantitativi di siero di scarto derivanti dalle produzioni annuali. Il tema è delicato perché il siero è considerato altamente inquinante. Il rischio, insomma, è che visti i costi non proprio limitati del trasporto dello stesso verso il fondovalle, e in particolare verso Delebio, a qualcuno venga voglia di fare il furbo e scaricarlo nel lago o nei torrenti. «Il problema esiste - spiega il sindaco Masanti - e l’intervento per la realizzazione di un mini-depuratore da parte della latteria di Montespluga non sembra sufficiente a risolverlo. Si tratta di quantitativi di siero non indifferenti, che i produttori sono costretti a spostare con un aggravio di costi notevole. Il rischio che a qualcuno venga in mente di smaltirlo in modo non appropriato oggettivamente c’è».
Per rendersi conto della portata del fenomeno basta considerare che circa il 90% del latte utilizzato per la produzione del formaggio diventa siero. Questo ha un costo di smaltimento di circa 6 euro al metro cubo, senza considerare il trasporto. Sul fronte dell’inquinamento i danni potenziali sono rilevanti, viste la grandi quantità di ossigeno chimico e biochimico necessarie per la decomposizione.
Per questo dopo l’incontro lo stesso Masanti ha inviato una lettera al presidente della Comunità Montana Severino De Stefani chiedendo un incontro per cercare di risolvere la questione. L’obiettivo finale dovrebbe essere quello di realizzare un depuratore ad hoc di misura adeguata per le necessità della zona: «Si tratta di un intervento stimabile in alcune decine di migliaia di euro - spiega Masanti - che oggettivamente il comune di Madesimo non può affrontare da solo. Il problema, inoltre, non è strettamente locale, specifico del territorio di Madesimo. Praticamente tutti gli alpigiani della zona provengono da altri comuni, specialmente dal fondovalle. E’ un problema che crediamo comprensoriale e, per questo, speriamo che la Comunità Montana dimostri sensibilità nel volerlo affrontare assieme».

l.begalli

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