Venerdì 11 Settembre 2009

<Troppa imprudenza nei boschi>
La prefettura lancia l'allarme

La prefettura lancia l'allarme sulla pericolosità della raccolta funghi. Nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica alla presenza dei responsabili dei soccorsi e delle forze dell’ordine, il prefetto Chiara Marolla ha ricordato sul notevole numero di incidenti successi in montagna che, nella maggior parte dei casi, hanno avuto per protagonisti proprio i cercatori di funghi.
«Si è detto che nella maggior parte dei casi le disgrazie sono da addebitarsi all’imprudenza delle vittime, che spesso con abbigliamento ed attrezzature non adeguati affrontano percorsi a volte anche molto pericolosi» si legge tra l’altro nel comunicato diffuso dall’ufficio territoriale del Governo. La prefettura annuncia infine che si sta studiando, d’accordo con l’amministrazione provinciale, un’iniziativa di informazione per diffondere una sorta di decalogo con le regole di prudenza che sarebbe opportuno seguire in montagna per limitare il rischio di incidenti.
«Uno dei problemi maggiori per i soccorsi - spiega il comandante della provinciale Maurizio Frenquelli - è che quasi sempre i cercatori di funghi, gelosissimi dei loro posti di ricerca, non comunicano a nessuno il proprio itinerario. E questo può creare rallentare di parecchio le operazioni di ricerca, che difficilmente possono concentrarsi su un’area ristretta. Nel caso in cui la vittima non sia morta sul colpo, il fatto di raggiungerla subito potrebbe significare la differenza fra la vita e la morte - ancora Frenquelli -. Ecco perché, alla luce delle tragedie che sono successe, sarebbe opportuno che anche i cercatori di funghi facessero la loro parte, rinunciando all’idea di mantenere segreti il proprio itinerario, comunicandolo a qualche parente o amico le cui indicazioni possano diventare utili in caso di soccorso».

r.carugo

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