Martedì 01 Settembre 2009

A Isolaccia casi
di gastroenterite

Un inusuale concentrazione di casi, come si suole definirla in questi casi, evento che non bisogna enfatizzare ma del quale occorre prendere coscienza. La frazione di Isolaccia, in Valdidentro, come Asiago? Forse no, ma è certo che, in questa fine d’agosto, le due località famose dal punto di vista turistico sono state entrambe colpite da una forma molto contagiosa di gastroenterite che non ha risparmiato né i turisti né tantomeno i residenti. Se la prima è finita, suo malgrado, anche sulle prime pagine dei tg nazionali, per la Valdidentro una sola raccomandazione: evitare, fino ai riscontri dovuti ad analisi più approfondite, di bere l’acqua.
Nausea, vomito, dissenteria e, in alcuni casi, anche qualche linea di febbre sono i sintomi riscontrati trasversalmente in bambini, adulti e anziani, questi ultimi con qualche difficoltà in più a recuperare le forze dato il caldo estivo, che li aveva già in parte spossati.
Nulla di grave anche se, in alcuni casi, i sintomi si sono ripresentati dopo qualche giorno. Quello che è paradossale o che deve far riflettere è il fatto che solo una frazione della Valdidentro sia stata interessata dal fenomeno: per questo, da subito, le attenzioni si sono concentrate sull’acqua, anche se qualcuno che è stato colpito dalla patologia ha giurato di non averla bevuta. Magari direttamente dal rubinetto no ma, se si tratta di un soggetto particolarmente sensibile, forse è bastato lavare i denti, la frutta o la verdura.
Le prime analisi effettuate dall’Asl, nell’ambito della normale attività di analisi microbiologica, hanno evidenziato che la stessa «si trova non conforme agli standard anche se in misura minima». Per questo, in via precauzionale e fino ad analisi e riscontri più approfonditi, il sindaco di Valdidentro Aldo Martinelli ha emesso l’ordinanza di non utilizzo dell’acqua per uso potabile se non previa bollitura, provvedimento che interessa la sola frazione di Isolaccia. Solo le ulteriori analisi che saranno effettuate nei prossimi giorni potranno forse individuare la causa della piccola epidemia.

l.begalli

© riproduzione riservata