Troppa acqua per il canyoning:
servono vie di fuga nel torrente

Allarme delle guide abilitate in Val Bodengo - Il torrente richiede nuove misure di sicurezza

Troppa acqua per il canyoning: servono vie di fuga nel torrente
Si avvicina l’inizio della stagione del canyoning, attività che ogni anno porta centinaia di turisti provenenti da tutta Europa a solcare gli scivoli di roccia lungo il torrente Boggia, in Val Bodengo.
Le guide alpine abilitate a questa attività stanno ricevendo moltissime telefonate da parte di gruppi e appassionati. A frenare però l’entusiasmo, è la portata dei corsi d’acqua lungo i quali si svolge questa attività, cresciuta a dismisura dopo le recenti precipitazioni.
«Siamo al di fuori delle condizioni minime di sicurezza», dicono le guide abilitate. Di qui il progetto promosso dal Comune di Gordona e dalla Comunità montana della Valchiavenna, per la realizzazione di vie di fuga lungo i tre itinerari praticati dai torrentisti. Lo studio ha permesso di individuare sentieri e passaggi che dal fiume Boggia risalgono la costa fino alla strada che porta poi al nucleo di Bodengo.

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