Il giallo di Ardenno
risolto grazie a Ben

Il contributo garantito dall’unità cinofila chiavennasca è stato fondamentale: è bastata mezzora di lavoro al cane di Carlo Quarenghi per iniziare a trovare gli indizi più importanti

Il giallo di Ardenno risolto grazie a Ben
Anche il cane di Carlo Quarenghi, esperto istruttore cinofilo dell’Enci, ha partecipato alle ricerche del corpo di Donald Sacchetto nella cava di Ardenno. Il contributo garantito dall’unità cinofila chiavennasca è stato fondamentale. E’ bastata mezzora di lavoro a Ben per iniziare a trovare gli indizi più importanti. Si è dovuto lavorare in un contesto estremamente complicato, sia per le particolarità dell’area che per le dinamiche del delitto. Sulla base delle vicende dell’omicidio, gli inquirenti sono stati costretti a concentrare la propria attenzione su reperti decisamente piccoli. Basta una descrizione della procedura seguita per comprendere le potenzialità dello staff guidato da Quarenghi.
«Appena giunti sul posto, dai militari sono arrivate alcune preziose indicazioni sull’area dove operare – spiega Quarenghi, originario di Bergamo, ma chiavennasco da più di quarant’anni -. Ben ha iniziato ad analizzare il terreno, e nel giro di alcune decine di minuti ha identificato il primo indizio importante. Poi il lavoro è andato avanti per altri due giorni, con il ritrovamento di numerosi altri indizi».
Le qualità dell’unità chiavennasca non sono certo motivo di stupore. Quarenghi è conosciuto per una lunghissima esperienza nei contesti più impegnativi, in diverse zone del mondo, ad esempio in occasione di terremoti e altre calamità naturali. All’inizio di aprile, dopo le tragiche scosse di terremoto a L’Aquila, l’equipe era stata impegnata tra le macerie della città abruzzese. Anche in quell’occasione Ben e il conduttore avevano trovato numerosi dispersi.

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