E' morto Compagnoni:
la Valtellina in lutto

L'alpinista di Santa Caterina Valfurva fu il primo a raggiunge la vetta del K2, insieme al compagno Lino Lacedelli, il 31 luglio del 1954 - Da alcune settimane era ricoverato all'ospedale di Aosta per problemi legati all'età

E' morto Compagnoni: la Valtellina in lutto
La Valtellina piange Achille Compagnoni, spentosi la notte scorsa all'età di 94 anni all'ospedale di Aosta. L'alpinista di Santa Caterina Valfurva fu il primo a raggiunge la vetta del K2, insieme al compagno Lino Lacedelli, il 31 luglio del 1954. Sempre legato alla sua terra di origine, era residente a Cervinia (Valtournenche) dove dopo aver deposto chiodi e ramponi faceva l'albergatore. Da alcune settimane era ricoverato per problemi aventi a che fare con l'età avanzata. La sua è stata una vita ricca di imprese leggendarie e riconoscimenti. Grazie alla sua fama di grande scalatore, nel '53 il capo spedizione Ardito Desio la convocò nella sua squadra per tentare l'assalto alla seconda montagna più alta della terra, in Pakistan. Distintosi nel gruppo per la sua tempra di combattente e le caratteristiche da leader, fu scelto per l'attacco finale alla vetta seguendo la via dello Sperone Abruzzi. Lungo la discesa riportò anche il congelamento di alcune dita delle mani. L'impresa lo fece diventare un eroe nazionale popolarissimo, ma al ritorno in Italia si scatenò anche una polemica con un altro componente della spedizione, Walter Bonatti, sulla ricostruzione delle scalata. Una disputa che si trascinò per decenni e che pochi anni fa si è conclusa con il riconoscimento ufficiale da parte del Cai della veridicità della tesi sostenuta da Bonatti, che tra l'altro risiede a Dubino, un paese della Bassa Valtellina. Nel '54 Compagnoni fu insignito della Medaglia d'oro al valor civile e nel 2003 fu nominato Cavaliere di Gran Croce, Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Fu anche campione italiano di sci nordico e scalò il Cervino più volte per vie diverse. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA