E' allarme fuga studenti
verso istituti fuori provincia

Presidi riuniti a palazzo Muzio per discutere del futuro del pianeta scuola locale. Sul tavolo oltre all'offerta formativa per l'anno scolastico 2013-2014 alla ripresa delle lezioni il prossimo settembre, anche un fenomeno nuovo da valutare: alcune scuole superiori si trovano, loro malgrado, a fare i conti con una "fuga" di studenti.

SONDRIOPresidi riuniti a palazzo Muzio per discutere del futuro del pianeta scuola locale. Convocato dall'assessore provinciale all'Istruzione Costantino Tornadù, il summit in programma nel pomeriggio di oggi alle 14.30 ha come obiettivo quello di riflettere sugli indirizzi scolastici, nuovi o già in corso, che andranno a comporre l'offerta formativa per l'anno scolastico 2013-2014 alla ripresa delle lezioni il prossimo settembre.

Tra le emergenze, allo studio degli addetti ai lavori, sul tavolo ci sarà anche però un fenomeno nuovo da valutare.

Sta interessando la Bassa Valle, dove alcune scuole superiori si trovano, loro malgrado, a fare i conti con una "fuga" di studenti. Una cinquantina le matricole che, ormai prossime all'esame di terza media, hanno preferito dirottare il proprio interesse - e il proseguimento del loro percorso scolastico - al di fuori dei confini valtellinesi, in provincia di Lecco.

Cinquanta sono i ragazzi e le ragazze residenti nel Morbegnese che hanno scelto infatti di iscriversi all'istituto Marco Polo di Colico. Per l'esattezza 25 hanno scelto l'indirizzo turistico, mentre i restanti hanno optato per indirizzi tecnici.

A snocciolare i dati è Antonino Costa, dirigente dell'istituto d'istruzione superiore di Morbegno che ha tenuto monitorato l'andamento delle iscrizioni 2013-2014: «Un fenomeno che desta preoccupazione - rimarca il preside della scuola della città del Bitto -, anche perché se continuiamo a perdere iscritti, inevitabilmente si riducono anche i posti di lavoro per i docenti in organico». In realtà il numero di "fuggitivi" potrebbe essere addirittura superiore, in quanto pare che il fenomeno interessi anche le scuole di Chiavenna e dintorni. «Credo che sia anche nell'interesse dell'Ufficio scolastico provinciale tutelare gli organici del personale che opera nelle scuole di Valtellina e Valchiavenna» aggiunge Costa.

A ciò si aggiunge un altro dato da non sottovalutare. Ovvero che la nostra provincia, a differenza delle altre province lombarde, sarebbe l'unica a livello regionale - situazione, questa, fotografata dalla Cisl Scuola - che non registra un incremento della popolazione scolastica, bensì un calo anagrafico che non viene colmato, come invece accade altrove, dall'arrivo di nuovi alunni di origine straniera.Difficile capire quali siano i motivi che hanno spinto i neo-iscritti verso un istituto superiore di Colico, anziché verso Sondrio dove peraltro l'indirizzo turistico c'è. Potrebbero avere giocato un ruolo determinante i tempi di percorrenza per raggiungere - in treno o in pullman - il centro lariano, inferiori rispetto a quelli necessari (e purtoppo tristemente noti) per arrivare nel capoluogo.

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