Giovedì 25 Ottobre 2012

Val di Lei, dal fondo del lago
spuntano le baite sommerse

PIURO - Da qualche giorno si vede il fondo della valle ricoperto da sabbia e limo e in fondo ai ripidi versanti resta solo un piccolo fiume. È praticamente terminata l'operazione che ha permesso all'azienda Khr di svuotare il lago artificiale della Val di Lei, l'unica valle alpina italiana che apparteniene al bacino idrografico del Reno. Delle acque del lago artificiale posto sul fondo della valle nasce infatti il Reno di Lei.

Lo svaso - curato dai tecnici della società Khr - è un evento storico, visto che da mezzo secolo sul fondo della vallata c'è l'acqua del lago artificiale. Come ricordano gli alpigiani, restano pochissimi testimoni della Val di Lei negli anni in cui non c'era ancora il lago. Sul fondo spuntano ancora oggi i resti di alcune baite e i muri che segnavano i confini dei pascoli.

«È il primo svaso completo - sottolinea Paolo Lisignoli, sindaco di Piuro, il Comune proprietario della vallata da oltre cinquecento anni -. Possiamo dire di essere di fronte a una situazione inedita, a un momento decisamente particolare». Lo si osserva dopo un lungo percorso di confronto, per definire soluzioni ottimali. «Non ci sarà alcun trasporti di detriti. Tutto il lavoro si svolge all'altezza del muro. Siamo riusciti a ottenere, in questa occasione, alcuni interventi da Khr: la realizzazione di un muro e la manutenzione della strada. È stata dedicata una notevole importanza ai pesci».

Oltre ai rappresentanti delle istituzioni e delle aziende e ai tecnici degli enti che si occupano di ambiente - a cominciare dall'Arpa - anche i vertici dell'Ups hanno preso parte al confronto che ha portato allo svaso. «L'intervento è stato programmato con un certo anticipo, quindi c'è stata la possibilità di prevedere le mosse utili per ridurre l'impatto dello svaso - sottolinea Massimo Lucchinetti di Piuro, vicepresidente provinciale dell'associazione dei pescatori -.  C'è stato un confronto costante e produttivo con tutti coloro che si sono occupati di questa operazione».

l.begalli

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