Venerdì 07 Settembre 2012

Lucio Battisti
vince l'incuria

MOLTENO - Un pomeriggio d'agosto, caldo e cattivo. La macchina corre sulle strade deserte di una "Brianza velenosa" ed è proprio la voce di Lucio Battisti, a guidarci fino al cimitero di Molteno.
Il cancello spalancato e il ricordo di quel 9 settembre 1998 arriva forte, come il frinire delle cicale, come il sudore, come l'assenza tangibile di corpi fatti spirito; assenza che si palesa, desolante, davanti a quella grigia cappella funeraria abbandonata solo all'umano bisogno di testimoniare una presenza: biglietti, fotografie, disegni, polvere, mozziconi di sigarette.
Una sporcizia visibile nonostante quella vetrata a specchio dove ci si potrebbe aspettare di vedere il musino di un topo affacciarsi per documentare quella storia d'incuria, rigorosa e crudele. Nessun ricordo per i 14 anni della morte dell'artista nè omaggi, solo incuria nella cappella dove è sepolto a Molteno. Leggi su La Provincia in edicola il 7 settembre un ampio articolo sullo stato della sepoltura.

c.colmegna

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