Venerdì 01 Giugno 2012

Boscacci, il professore
che ha scritto l'alpinismo

SONDRIO - Addio ad Antonio Boscacci. È scomparso, dopo lunga malattia, a 63 anni, una figura di spicco del mondo culturale e sociale della valle. Insegnante di matematica, alpinista e "sassista", profondo conoscitore del mondo della montagna, lascia in eredità una montagna di pubblicazioni.

«Siamo stati molto amici, da sempre, anche per la comunanza d'interessi che ci legava - ricorda la guida alpina Jacopo Merizzi, che insieme a lui ha firmato libri e articoli -. Non credo di esagerare affermando che Antonio è stato uno dei più qualificati interpreti, a livello mondiale, dell'arrampicata in aderenza, tecnica ad altissimo rischio e richiedente freddezza e calcolo, che a lui, da matematico laureatosi con il massimo dei voti, non faceva certo difetto. Dopo l'adesione iniziale all'alpinismo classico, aveva compiuto una scelta decisa in favore del sassismo. Dietro una scorza ruvida, Antonio nascondeva una generosità non comune: parecchi suoi studenti potrebbero testimoniarla. Sono andato a trovarlo una decina di giorni fa, sofferente, ma affaccendato attorno ad un nuovo libro, e riusciva ancora a entusiasmarsi, per un lavoro che purtroppo rimarrà incompiuto».

Boscacci aveva respirato la passione per le cime già da piccolo, con il papà Carlino, provetto scalatore. Ma non si è limitato a vivere le grandi sensazioni che essa sa comunicare, bensì ha voluto trasmetterle ad altri. La sua avventura nel campo della pubblicistica conobbe un passo decisivo nel 1982: con <+nero>Giovanni Bettini, Ivan Fassin e Mario Pelosi<+tondo> fu coautore di "Montagne di Valtellina e Valchiavenna", edito dall'allora Banca Piccolo Credito Valtellinese. Ma ha seguito con molto interesse anche la fotografia, come tecnica fondamentale per consegnare alla storia locale la documentazione del passato. Con questo spirito curò "Una vita di fotografie" (1994), dall'archivio di Mosè Bartesaghi, come lui residente nell'amata contrada di Scarpatetti, e l'album fotografico "I Salesiani a Sondrio" (1896-2003), edito nel 2003.

Nell'ambito degli interessi alpinistici, dopo una prima fase di attività nel Cai, Boscacci ne prese le distanze. «Spirito libero e anticonformista, mal sopportava le regole e gli inquadramenti - ricorda Flaminio Benetti, presidente della Sezione Valtellinese -, ma restò sempre nostro iscritto, riconoscendo, evidentemente, l'importante ruolo svolto dal Cai nell'interpretazione dello stesso mondo a cui era tanto legato; non si è quindi mai rifiutato di collaborare con noi, mettendo a disposizione la sua cultura e le sue capacità. I suoi numerosi scritti testimoniano come egli fosse un interprete della necessità di proteggere questo ambiente, di salvaguardare, insomma, una cultura radicata nel territorio».

È nella lunga collaborazione intrapresa con il Credito Valtellinese che Boscacci ha scoperto un'ulteriore vocazione, quella di curatore di esposizioni. «Sua la mostra fotografica e documentaria "Le Alpi davanti", in occasione dell'elezione della città di Sondrio a Città Alpina per l'anno 2007 e nell'ambito delle celebrazioni del centenario della banca - evidenzia Tiziana Colombera, direttrice della Fondazione Credito Valtellinese -. La rassegna fu organizzata al Castello Masegra a Sondrio con la collaborazione del Museo Valtellinese, poi riproposta anche a giugno 2008 alla stazione Sondrio della Linea Gialla MM3 di Milano, primo esempio di mostra allestita in una stazione della metropolitana».

Una vera montagna di libri, quelli che ha scritto Antonio Boscacci. Talmente tanti da rendere impossibile elencarli tutti, una produzione di oltre trent'anni di attività pubblicistica. Tra gli scopritori della Val di Mello, ha scritto numerose guide di escursionismo, arrampicata, alpinismo e scialpinismo. Tra i lavori che riguardano la montagna: "Il Sasso di Remenno" (C.A.I. Sondrio 1976), "Val di Mello" (Tamari, Bologna 1980), "Sci alpinismo nelle Orobie Valtellinesi" (Bissoni, Sondrio 1982), "Sci alpinismo in Valmalenco, Valmasino, Valchiavenna" (Zanichelli, Bologna).

Per quanto riguarda le sue lunghe ricerche negli archivi privati, bisogna aggiungere, a quanto già elencato, "Cinquant'anni di fotografie in Valtellina", dal ricco repertorio d'immagini di Fernando Fanoni. Non vanno poi dimenticate diverse opere di divulgazioni turistica: con Luisa Angelici, "Valtellina facile. Brevi itinerari alla scoperta delle valli dell'Adda" (Albatros, Valmadrera) e "Castelli e Torri della Valtellina e della Valchiavenna" (Albatros, Valmadrera).

E, ancora, le "Guide" di Sondrio e Morbegno. Sempre con Luisa Angelici, sua compagna di vita, ha scritto un libro di favole ("Il leprassero e altri racconti"). Antonio Boscacci ha anche collaborato a lungo con i settimanali locali, pubblicando una selezione di disegni per l'editrice Albatros di Valmadrera.

l.begalli

© riproduzione riservata