Lunedì 02 Aprile 2012

San Giacomo, bruciano
la cappelletta votiva

SAN GIACOMO FILIPPO - Hanno appiccato il fuoco alla cappelletta del ponte Postaiolo, poi dopo l'incendio se ne sono andati. Nei giorni scorsi la scoperta di questo atto vandalico ha provocato sconcerto e preoccupazione a Mese, il centro abitato più vicino alla piccola costruzione, che si trova sul territorio comunale di San Giacomo Filippo, lungo la Via Spluga.

Le fiamme hanno distrutto gli oggetti - alcuni sacri - che si trovavano all'interno della struttura, recentemente restaurata dai gruppi degli alpini di Mese e San Giacomo Filippo, e hanno rovinato le pareti, con l'affresco della Madonna. Per accendere il fuoco è stata usata della carta, probabilmente di libri. Secondo i primi riscontri non si dovrebbe trattare di testi sacri (una pratica che avrebbe potuto fare pensare a un possibile legame con il satanismo), ma di volumi utilizzati a scuola. Una traccia che potrebbe aiutare gli inquirenti, che probabilmente in questa fase non escludono alcuna possibilità.

Le ipotesi sono diverse. Tutte le autorità, dal sindaco di Mese ai carabinieri di Chiavenna, passando per il parroco del paese, sono a conoscenza dell'accaduto. Nessuno si sbilancia sulla natura dell'accaduto, anche se sono innegabili la preoccupazione e la volontà di evitare conclusioni affrettate e di rispettare fino in fondo il lavoro dei militari. 

Di fronte alla parola satanismo occorre la massima prudenza. Ma al di là della possibile presenza di persone che conoscono riti e pratiche, che a molti appare inverosimile, non va sottovalutata la simpatia riscossa da questi movimenti fra alcuni adolescenti, anche grazie alla lettura di informazioni su internet. Sui profili pubblicati sui social network, maschere virtuali che a volte riflettono i sentimenti e i pensieri degli utenti, sono stati notati, negli ultimi tempi, simboli e discorsi che esprimono simpatia per il satanismo. Non è mancata, da parte di alcuni genitori, una certa preoccupazione per questa moda che non è passata inosservata. D'altra parte non si può escludere il gesto di un piromane o di una persona con altri tipi di disagio, come accaduto in altri luoghi.

Pochi mesi fa, a Campodolcino è stata bruciata una croce sulla pista ciclabile. In quel caso si era parlato più che altro di un atto di teppismo, senza troppe connessioni con l'adesione ad eventuali sette.

«Non voglio soffermarmi sulla natura di quest'episodio della cappelletta - commenta il sindaco di Mese Luigi Codazzi -. Gli inquirenti sono al lavoro e saranno loro a dirci, nel momento più opportuno, cosa è successo. Però come amministratore e  padre di famiglia non posso fare a meno di notare che siamo tutti molto amareggiati. E non soltanto per quest'ultimo episodio. Credo che generalizzare sia scorretto, perché ci sono molti giovani impegnati nel volontariato, l'abbiamo visto sabato scorso con la raccolta del Mato Grosso che ha visto impegnati tanti adolescenti. Però osserviamo gesti e comportamenti che mettono in evidenza l'assenza di educazione, dovuta a situazioni di difficoltà e di priorità sbagliate. Molti cittadini devono convivere con situazioni di solitudine e di assenza di punti di riferimento. Come amministratori non possiamo trascurare questa situazione».

l.begalli

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