Mercoledì 01 Febbraio 2012

Sondrio, parte la grande battaglia
per difendere la Provincia

Sondrio - E raccolta firme sia, perché - come ha detto l'autonomista Eugenio Tarabini - se anche non vinceremo la battaglia, la nostra ribellione passi alla storia.


L'adunanza generale convocata ieri nella sala degli encausti di palazzo Muzio per rivendicare ruolo e importanza dell'amministrazione provinciale, minacciata dal decreto "Salva Italia" che ne prevede un pesante ridimensionamento, ha detto sì all'iniziativa lanciata dal presidente Massimo Sertori e deliberata solo un paio d'ore prima, all'unanimità, dal consiglio provinciale.


Un sì convinto, ragionato e motivato dagli interventi in aula sia dell'attuale numero uno che dagli ex presidenti della Provincia intervenuti a fianco di Sertori, con le eccezioni di Fiorello Provera, Sergio Pasina ed Enrico Dioli (questi ultimi due avevano però mandato il loro contributo scritto, poi allegato agli atti della riunione distribuiti a tutti i presenti).


E chi ha rivestito il ruolo di "capo" a palazzo Muzio ha lanciato il grido d'allarme e di sofferenza più forte per quanto sta venendo avanti a livello legislativo (il decreto è in vigore ed entro la fine dell'anno le Regioni dovranno decidere come smistare le funzioni tolte alle Province). A cominciare da Sertori «che - si è augurato Tito Bottà - spero non passi alla storia come l'ultimo presidente dell'ente». «La Valtellina - ha sottolineato l'attuale numero uno di palazzo Muzio dopo aver sciorinato alcuni dei dati economici più significativi e aver ricordato le importanti funzioni che svolge l'ente - paga già un isolamento fisico dettato dalle caratteristiche geografiche, se la Provincia verrà svuotata dalle sue competenze come previsto nel decreto, allora si aggiungerà anche un isolamento politico ed istituzionale, che non ci possiamo permettere». E facendo leva sull'orgoglio della gente di Valtellina e Valchiavenna, appellandosi all'intelligenza di ciascun abitante, nel segno della responsabilità dimostrata poco prima anche dai consiglieri provinciali, Sertori ha lanciato la campagna per il salvataggio dell'istituzione di riferimento del territorio. «Mi aspetto un impegno profondo da parte degli amministratori - ha detto rivolgendosi direttamente ai sindaci presenti numerosi in aula - per quest'iniziativa che è squisitamente istituzionale».


Nessun simbolo di partito o di movimento accompagnerà la raccolta delle firme, così come sui manifesti (uno solo quello ufficiale) è stato scelto di colorare la Valtellina di arancione così da evitare che la lotta possa essere associata a questa o a quella parte politica. «Regole necessarie per tenere tutti uniti sotto lo lo stesso obiettivo» ha rimarcato Sertori che insieme ai suoi assessori leghisti ieri ha volutamente evitato di sfoggiare la spilla verde del movimento o qualunque altro simbolo del Carroccio.

s.casiraghi

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