Livigno, è fallita
la Swim Planet

Livigno, è fallita la Swim Planet
LIVIGNO - Swim Planet è fallita. La settimana scorsa, i primi gestori del centro Aquagranda di Livigno hanno portato i libri in Tribunale di Varese (la società infatti ha sede legale a Ispra), dove è stato nominato un curatore fallimentare. Da tempo la società (che si è occupata della gestione di una decina di centri benessere in tutta la Lombardia e oltre, tra cui quello del Piccolo Tibet) aveva dato segni di difficoltà finanziarie anche dopo aver lasciato la struttura livignasca.

Infatti, nel dicembre scorso una delle piscine da loro gestite (a Brugherio, in provincia di Monza Brianza) aveva chiuso i battenti a causa della rescissione anticipata del contratto da parte del Comune per inadempienze contrattuali. Pure a Livigno, però, l'azienda guidata da Luigi Cacciapaglia non godeva di una buona fama: infatti diversi fornitori avevano lamentato mancanze o ritardi nei pagamenti, accuse che però l'amministratore aveva sempre negato. «Il momento non è facile per nessuno - spiega il dirigente -, c'è la crisi e abbiamo effettuato un paio di investimenti sbagliati». Riferendosi al centro di Livigno.


L'avventura di Swim Planet nel Piccolo Tibet era iniziata nel 2009, con l'inaugurazione in pompa magna di quello che veniva (e viene tuttora) definito "il centro benessere integrato più grande d'Europa". L'entusiasmo iniziale però si era spento, a causa di carenze di gestione, accoglienza e della struttura stessa; carenze lamentate dai visitatori e di cui l'Associazione Turismo e Commercio, tra gli altri, si era fatta portavoce. Dopo neanche un anno l'azienda di Ispra decise di gettare la spugna, lasciando la gestione in mano ai costruttori e titolari del project financing, l'Aquagranda Srl; questi continuano a occuparsi, a oggi, del centro da 20.000 metri quadri, anche se negli ultimi mesi era corsa voce dell'affidamento a una nuova società, titolare di strutture in altre località turistiche. Il "divorzio" tra Swim Planet e Livigno non è però avvenuto in modo indolore, visto che Aquagranda ha lamentato più volte di dover porre rimedio agli errori fatti dai primi gestori. Non è dato sapere se il fallimento avrà degli strascichi anche localmente (gli eventuali creditori potranno rivolgersi a Paola Cazzuli, curatrice fallimentare, mentre l'udienza di verifica avverrà il 4 aprile). È indubbio però che la questione sarà al centro di discussioni nel Piccolo Tibet.

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