Sabato 21 Gennaio 2012

Presunti abusi a Samolaco
L'impresa è del capogruppo

SAMOLACO - Prima gli esposti dei cittadini per segnalare lavori ritenuti irregolari, poi l'arrivo della Procura. E ora l'attenzione si concentra su tre cantieri all'Alpe Borlasca per i quali il sindaco Elena Ciapusci ha dato il permesso di costruire, l'impresa esecutrice - in due casi - è quella del capogruppo di maggioranza Mauro Andreoli e l'ufficio tecnico ha ordinato il blocco parlando di abusi.

Il lavoro degli inquirenti prosegue con un'indagine a 360 gradi. Va dalle fasi di preparazione dei progetti e dei materiali necessari per eseguire i lavori, portati a quota 1500 dalla piana di Samolaco, alle ultime azioni svolte sull'alpeggio, con la ricerca di tutte le documentazioni delle imprese coinvolte e degli atti amministrativi, senza tralasciare quanto osservato sui cantieri durante il sopralluogo in elicottero. I tre blitz degli uomini guidati dal procuratore capo Fabio Napoleone - lunedì sono arrivati due agenti della polizia, due finanzieri e due tecnici esperti di edilizia - dimostrano che si vuole andare a fondo. Nessun dettaglio può essere tralasciato, compresi i pagamenti e le eventuali fatture che segnano i rapporti fra le persone e le aziende coinvolte.

Le opere bloccate con le ordinanze all'Alpe Borlasca sono tre e il permesso di costruire è stato firmato dal sindaco Ciapusci nel 2010, periodo in cui all'architetto Isabella Flores era stato sottratto l'incarico di responsabile dell'ufficio tecnico. Proprio questo ufficio nelle scorse settimane ha rilevato che c'è la necessità di approfondire, con idonea istruttoria, la verifica e la rispondenza alla normativa di legge delle costruzioni in itinere. Agli interessati - Ivanova Dessislava, Barbara Micheroli, Diego Micheroli e per l'ultimo provvedimento Anita Dell'Acqua, Andrea Scaramella, Ivan Dell'Acqua ed Elisa Illia - è stato ordinato di sospendere immediatamente le opere.

Secondo quanto scritto nelle ordinanze, nei cantieri non è presente il cartello con il nominativo del committente, del progettista, del direttore dei lavori e dell'impresa esecutrice e che per le prime due ordinanze alcune opere sono state eseguite in difformità dal permesso di costruire, soprattutto per le aperture. In tutti e tre i casi, dal Comune è stata trasmessa copia del provvedimento, unitamente agli atti che ne hanno determinato l'emissione, all'autorità giudiziaria per quanto di competenza. Anche i tecnici e le imprese sono stati avvisati. Nei primi due cantieri viene indicata come impresa esecutrice dei lavori la ditta del consigliere comunale Mauro Andreoli - capogruppo di maggioranza a Samolaco - e della direzione si è occupato Maurizio Agustoni, geometra e assessore al Comune di Novate Mezzola. Il perito edile Nicola Tavasci è il direttore dei lavori del terzo cantiere oggetto di ordinanza, di cui si è occupata la ditta Almar di Como. Qui la contestazione sta tutta in una riga: «In cantiere non è presente il cartello con il nominativo del committente, del progettista e del direttore lavori e dell'impresa esecutrice».

Andreoli difende la propria posizione. «Personalmente non mi sono mai occupato direttamente dei cantieri all'Alpe Borlasca per i quali mi è stata notificata l'ordinanza, ci ha lavorato il committente privato - precisa -. Ritengo che si tratti soprattutto di modifiche limitate, relative a porte, finestre e piccole travi per un balcone. Tutti particolari che si possono sistemare con le varianti di progetto. Le misure previste dal disegno sono state rispettate. Non c'è niente di scandaloso. Se il permesso di costruire è stato approvato dal Comune, non credo proprio che ci siano elementi di cui preoccuparsi». In questi due casi, nell'ordinanza si parla espressamente di abuso. «Sto approntando il progetto per sistemarlo, nel pieno rispetto della legge, ma non ritengo opportuno commentare la vicenda», spiega il geometra Agustoni.

L'inchiesta riguarda opere iniziate nel 2010. La responsabile dell'ufficio tecnico, Isabella Flores, non è stata l'unico soggetto che si è interessato a questa vicenda. Ci sono state numerose segnalazioni di legali di cittadini nel corso del 2011 finalizzate ad approfondire «la rispondenza alla normativa di legge delle costruzioni in itinere». Tra i soggetti ai quali è stata comunicata l'emissione delle ordinanze c'è anche il Consorzio Alpe Borlasca, anche perché «proprietario di parte delle aree su cui è stato compiuto l'abuso» negli edifici di Diego Micheroli e Dessislava Ivanova e Barbara Micheroli. E proprio una parte delle persone che hanno abitazioni nell'alpeggio non ha visto di buon occhio le operazioni. Altre fasi - ad esempio la movimentazione terra - hanno decretato evidenti malumori. Nicola Tavasci, direttore dei lavori in uno dei tre cantieri, precisa che per quanto riguarda il progetto di cui si è occupato «si tratta di due baite in sasso e legno dalle dimensioni limitate». Un'opera che ritiene poco rilevante sul piano dei materiali utilizzati. Il professionista di Gordona con studio a Chiavenna rileva che «il cartello era stato correttamente posizionato, ma è stato divelto o dalle intemperie, o da terzi: noi abbiamo rispettato le regole e lo abbiamo ricollocato».

l.begalli

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