Mercoledì 04 Gennaio 2012

Si sbriciola il Cengalo
colpa del clima caldo

 Non sono solo le Dolomiti a franare sotto il peso dei cambiamenti climatici che sembrano sbriciolare le montagna come fosse un biscotto tra le mani.
Anche a due passi da casa nostra, nella vicina Bregaglia svizzera è accaduto qualcosa di simile nei giorni scorsi: dal Piz Cengalo che corona la Val Bondasca si è infatti staccata una frana di ben 3-4 milioni di metri cubi di materiale che è precipitato a Valle, fortunatamente senza causare né vittime né feriti.
Una frana attesa dagli esperti che monitoravano quel versante roccioso dallo scorso mese di luglio, da quando - cioè - si sono verificati i primi smottamenti. «Sì, è dal luglio scorso che teniamo sotto controllo la zona - afferma Marcello Negrini guardia forestale elvetica e appassionato alpinista  -. Per la precisione il primo smottamento si è verificato il 19 luglio, verso le sei del mattino, quando dalla parete Nord Est del Cengalo si è frantumato del materiale che è andato a depositarsi lungo il ghiaione, oltrepassando il sentiero del Viale. Dopo diversi sopralluoghi dei geologi consultati dal Comune di Bregaglia si è deciso di chiudere il sentiero di collegamento. Un provvedimento quanto mai saggio, dal momento che durante tutto il periodo estivo il Cengalo si è fatto notare scaricando materiale a Valle, a volte anche lungo il sentiero. A settembre la situazione sembrava essersi calmata e martedì scorso il botto di fine anno».
La zona è molto frequentata anche da escursionisti valchiavennaschi che ora dovranno rinunciare per sempre ad alcune classiche ascensioni. La frana ha infatti coinvolto ed in parte reso inaccessibili le vie che vengono a trovarsi nel versante Nord-nord-ovest come la via Classica, la via Attilio Piacco, i pilastri orientali della parete, via Kasper - Koch, e la via Cacao Meravigliao nel versante Nord-est.

a.marsetti

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