Giovedì 01 Dicembre 2011

La cooperativa di Livigno
L'assemblea volta pagina

LIVIGNO - La cooperativa di consumo, attanagliata dai debiti e dalle critiche, volta pagina. A casa, pressoché al gran completo, il vecchio consiglio di amministrazione, in carica - da oggi - i nuovi amministratori: otto a uno, per dirla con i numeri.
L'assembla dei soci - mai così partecipata da un po' di anni a questa parte - lunedì sera ha approvato a Livigno il bilancio e nominato i nuovi consiglieri che andranno a sostituire i cinque dimissionari, quelli cioè che si erano dimessi dopo essersi visti bocciare il bilancio.
È stata una riunione tranquilla e senza tensioni, che si è conclusa con un testa a testa tra i cinque uomini riproposti dagli uscenti e i cinque candidati del gruppo che si è compattato attorno alla figura di Giorgio Zini. Dei "vecchi" amministratori l'ha spuntata solo Maurilio Cusini, mentre nomi come Romano Galli (uno dei "padri" della cooperativa e papà di Sergio, ormai ex direttore generale della Cooperativa), Peppino Longa (consigliere dimissionario), Edoardo Bormolini (presidente uscente) e Pierino Confortola (anche lui uno dei quattro che non era stato riconfermato alla prima assemblea) sono usciti sconfitti e hanno dovuto cedere il passo a Marco Cusini, Gildo Silvestri, Davide Cusini e Carlo Pedrana. Del gruppo di Zini solo Giacomo Galli non ce l'ha fatta.
«Faccio un in bocca al lupo ai nuovi eletti e ringrazio a nome di tutto il mio gruppo i dipendenti e i collaboratori della Cooperativa di consumo perché solo grazie al loro costante impegno è stato possibile arrivare fin qui». Leo Pedrana - il vicepresidente uscente che lunedì sera ha retto le redini dell'assemblea - non solo ci tiene a ringraziare quanti hanno lavorato con lui e il suo team, ma vuole anche sottolineare che il loro non è stato un voler «abbandonare la barca» in un momento in cui le cose si stanno mettendo davvero male. E c'è da credergli, visto che se così fosse nessuno degli ex amministratori si sarebbe rimesso in gioco.
«Certo, ora il nuovo cda dovrà rimboccarsi le maniche - dice ancora Pedrana che ha preferito non candidarsi per motivi di salute, «solo per quelli e non per altro» - e non a caso avevamo presentato cinque uomini che avessero il più possibile i piedi dentro la struttura in modo da garantire continuità alla Cooperativa che non può permettersi nemmeno un giorno di inattività».
I conti parlano chiaro. Il bilancio approvato lunedì sera segna in rosso la cifra di 318 mila euro. Una somma importante, che preoccupa solo perché la cooperativa ha un'esposizione bancaria che ha ormai raggiunto i 40 milioni di euro (e capitali per 70). «Noi eravamo e siamo convinti delle scelte strategiche che intendevamo fare, buttandoci sia sulle energie da fonti rinnovabili, sia sulla gestione di un distributore di benzina, ma l'assemblea quel punto non l'ha approvato e quindi consegniamo il tutto nelle mani dei nuovi amministratori. Vedremo».
Già, proprio la modifica allo statuto per consentire alla cooperativa nuovi business aveva fatto saltare bilancio e quattro amministratori e sfiduciato quelli rimasti in carica. Il gruppo di Zini ha avuto così gioco facile nel criticare la poca trasparenza data all'intera operazione (che si voleva far passare con un'assemblea straordinaria poco pubblicizzata) e lo scarso coinvolgimento dei soci in un'iniziativa così importante. E per tutti è stato un "déjà vu" che ha riportato la mente a quando - dieci anni or sono - la Cooperativa si gettò nel settore dell'alberghiero acquistando due alberghi (San Carlo e Intermonti) che di fatto hanno impoverito il capitale e incrementato i debiti. E poi, per dirla tutta, non è facile conciliare nuovi investimenti nelle energie "verdi" con la gestione di un distributore di carburante. Quale la ratio? Nessuno lo ha capito.
E così i nuovi amministratori non hanno nemmeno dovuto faticare troppo per raccogliere deleghe e voti per il ribaltone.
«Però non nascondiamoci dietro a un dito... questa storia della mancata informazione è vera solo in parte. Certo, avremmo potuto organizzare una riunione in più, ma ogni anno la relazione del bilancio che presentiamo è dettagliata e accurata - tiene a dire Pedrana - e mi chiedo in quanti l'abbiano davvero letta».
Approvato il bilancio (un solo voto contrario sui 411 espressi), i neo consiglieri si sono dati una settimana di tempo per riunirsi e procedere con la distribuzione delle cariche all'interno del cda.
«Sono soddisfatto per come sono andate le cose - afferma Giorgio Zini - ma soprattutto perché finalmente i soci si sono presentati in assemblea e hanno dimostrato di aver a cuore la Cooperativa. Proprio come noi. Il nostro mandato sarà all'insegna della trasparenza e qualsiasi decisione importante la prenderemo dopo aver consultato la base associativa. Ai soci chiediamo pertanto di starci vicino. Altra nostra preoccupazione, quella di evitare fratture tra gli amministratori. Non ci sono "nuovi" e "vecchi", "pro" o "contro", ma solo persone che vogliono il bene della Cooperativa» che con i suoi duecento dipendenti rappresenta una realtà molto importante per Livigno.

l.begalli

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