Giovedì 13 Ottobre 2011

Tunnel di Livigno, c'è l'accordo
Scattano regole ma stesse tariffe

Il documento è alla firma del comune di Livigno e se non ci saranno intoppi verrà riconsegnato agli amici svizzeri già nelle prossime ore, con buona pace di Ekw, la società idroelettrica proprietaria del tunnel che in inverno rappresenta l'unica via di collegamento con la Bassa Engadina, quando la Forcola chiusura causa neve.

Dopo l'aut aut dettato dai Grigioni a Livigno e la minaccia (per la verità non nuova) di bloccare il traffico in ingresso dal versante svizzero per evitare che la valle Mustair si trasformi in una camera a gas per colpa delle migliaia di auto in transito nel fine settimana (anche 5000 al giorno), il sindaco Damiano Bormolini si è subito attivato per garantire gli impegni presi nell'incontro di giugno e in quello più recente di settembre.

Gli svizzeri chiedono una programmazione turistica diversa da quella attuale e capace di spalmare arrivi e partenze degli ospiti provenienti da Innsbruck durante tutta la settimana. In cambio promettono di non ritoccare i già elevati costi del pedaggio. Il primo cittadino di Livigno si è detto pronto a collaborare, facendo però capire che di miracoli non ne potrà fare, almeno per questa stagione invernale: «Stiamo già lavorando - ha detto Bormolini - per riorganizzarci per la prossima stagione in modo da spostare dalle 200 alle 400 auto il sabato, alleggerendo così il traffico del weekend».

Livigno si è pure impegnata a fare da portavoce verso l'Alta Valtellina in modo da comunicare le esigenze dei grigionesi agli operatori turistici locali e ha accettato di annunciare con largo anticipo ad EkW sia eventuali manifestazioni che possano richiamare un maggior numero di turisti, sia l'intensità del traffico prevista per ogni fine settimana.

Ma gli svizzeri chiedono anche una collaborazione sul fronte della sicurezza del tunnel. «Ci siamo impegnati - ancora il sindaco Bormolini - a mettere a punto un protocollo di intervento con i vigili del fuoco di Livigno in modo da collaborare con i pompieri della Val Mustair per la gestione di un eventuale incendio e questo comporterà delle simulazioni congiunte».

Livigno dovrà anche mettere mano al portafoglio - come del resto fa da alcuni anni a questa parte - se vorrà che il tunnel resti aperto anche la notte. Ekw ha avuto un aumento di costi di gestione legati al costo del personale (sono circa 10 gli impiegati che garantiscono il presidio h 24 e per tutto l'anno al casello del pedaggio) che ha registrato un più 6,4%.

Per contro, però, i livignaschi hanno fatto notare come l'apertura notturna abbia portato più passaggi nel tunnel (circa 912 al mese in media del quali però il 55% non pagante in quanto residente) e pertanto si è convenuto di stimare - per il prossimo anno - circa 37mila euro di incassi in più per Ekw (ossia 44mila e rotti franchi) che andranno pertanto detratti dal budget di gestione preventivato di 250mila franchi. Morale: a titolo di rimborso Livigno quest'anno dovrà corrispondere 175mila euro e non più 215mila come faceva da quando è stata istituita l'apertura notturna.

Naturalmente la cifra finale è legata al cambio del franco svizzero, e se dovesse oscillare a sfavore dei Grigioni, la Confederazione si riserva di rivedere conti e incassi. «Un'accortezza necessaria - spiega Roland Andri, vice presidente di Ekw - dal momento che per l'esercizio 2011, a causa della variazione al ribasso del valore dell'euro rispetto al franco, abbiamo subìto un ammanco di 20mila franchi. E non è poca cosa».

Il tunnel della Drossa, per gli svizzeri è senza dubbio una gallina dalle uova d'oro basti pensare che al lordo incassa ogni anno 4 milioni di franchi svizzeri. «Sì però dobbiamo detrarre da questa cifra tutti i costi che sosteniamo per la gestione e la sua manutenzione - si affretta a precisare Peter Molinari, direttore dell'azienda idroelettrica che dal lago di Livigno ricava i suoi introiti -. E alla fine, a conti fatti, ci restano in tasca di quella cifra poche centinaia di migliaia di franchi».

s.casiraghi

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