Venerdì 23 Settembre 2011

Somaggia, cane
ucciso a fucilate

SAMOLACO - Il padrone l'ha trovato disteso nella cuccia in una pozza di sangue. Ha subito capito di dovere abbandonare ogni speranza. Zeppa, segugio italiano di cinque anni, era stato ucciso con diversi colpi di fucile.

«Sono passato davanti al recinto e ho notato che uno dei miei tre cani era morto - racconta il padrone Alessandro Sala -. La presenza di alcun ampie macchie di sangue mi ha fatto comprendere che era successo qualcosa di molto strano. Ho capito subito che qualcuno gli aveva sparato. Sull'addome e su una coscia erano ben visibili i fori lasciati dai proiettili».

L'episodio risale ai giorni scorsi. Si è verificato a Somaggia a poche decine di metri dalla statale 36, sul lato che dà verso la montagna, in un punto distante dalle abitazioni.

Sala - trentanovenne cacciatore residente nella frazione di Samolaco - ha caricato l'animale sulla propria vettura e si è diretto verso una clinica veterinaria. Il personale ha effettuato alcune radiografie che hanno evidenziato la presenza di moltissimi pallini sparati da un'arma calibro 9 nell'animale ucciso. Non ci sono dubbi, quindi, sulla causa della morte di Zeppa.

«Tra l'altro - spiega - questo cane era di un cacciatore scomparso, ero stato contento di potermi prendere cura di lui dopo la morte del padrone. Era un modo per portare avanti la passione di un altro cacciatore. Non riesco a immaginare una punizione adeguata per la persona che ha sparato».

Non è facile capire quali siano i motivi di un gesto tanto crudele. Non ci sono elementi per legare l'accaduto al mondo della caccia. La zona è relativamente isolata e non sembra possibile parlare di un episodio determinato da un possibile disturbo provocato dai cani di Sala. «Non mi so spiegare quello che è successo - ribadisce -. Non ho mai ricevuto lamentele e non ho alcun sospetto particolare».

Sala si è rivolto ai carabinieri della Compagnia di Chiavenna per denunciare l'episodio. Purtroppo non si tratta di una vicenda inedita. Periodicamente in valle si registrano casi di maltrattamento di animali dalle conseguenze particolarmente gravi. Purtroppo gli autori, molto spesso, non vengono identificati.

l.begalli

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