Domenica 18 Settembre 2011

Gordona, cassa alla Gab
L'azienda chiude a gennaio

GORDONA - La Gab chiuderà, ma per i lavoratori dell'impresa di Gordona c'è ancora qualche settimana di relativa tranquillità. Incontro ieri pomeriggio nella sede di Mariano Comense tra i vertici dell'azienda del gruppo Mascheroni e le rappresentanze sindacali di Fillea Cgil e Filca Cisl per discutere la difficile situazione emersa nelle ultime settimane. Incontro che si è concluso con un accordo per varare la cassa integrazione ordinaria per i lavoratori in forza a Gordona.

Rimane la prospettiva di chiusura, ma ora si parla di fine anno come di ipotesi più probabile. Necessità di tagliare i rami meno produttivi del gruppo dietro l'opzione di fermare la produzione e lasciare a casa i 31 lavoratori in forza allo stabilimento gordonese.

Ieri pomeriggio si è lavorato sui dettagli e alla fine è arrivata la buona notizia dell'apertura di uno stato di crisi e, quindi, della cassa integrazione. «Il futuro rimane grigio - spiega Roberto Caruso, della Fillea Cgil - e la prospettiva è quella della chiusura per l'inizio del 2012. Abbiamo avuto rassicurazioni da parte dell'azienda della volontà di aprire comunque un processo condiviso con le rappresentanze dei lavoratori».

Niente proteste, strappi o decisioni unilaterali, insomma. Rimane aperta anche la possibilità in futuro per alcuni lavoratori valchiavennaschi di essere riassorbiti dalla produzione di Mariano. Un'ipotesi che difficilmente risulterebbe appetibile vista la distanza dalla Valchiavenna. La produzione, nel frattempo, durante tutta la settimana ha proceduto normalmente. La botta per il settore industriale valchiavennasco si prospetta comunque notevole. Saranno persi, almeno teoricamente, 31 posti di lavoro in un'area industriale che ne può vantare circa 600, anche se non è escluso che alcuni lavoratori abbiano già cominciato a guardarsi attorno viste le voci che circolavano in valle nei mesi passati. «La preoccupazione per la situazione economica è forte - continua Caruso - anche se non si tratta di un fulmine a ciel sereno. In un momento come questo la crisi di un'azienda diventa crisi del lavoro viste le scarse capacità di riassorbimento della manodopera lasciata a casa. È necessario fare alcune valutazioni sul settore in valle. Per questo abbiamo richiesto un incontro con l'assessore alle Attività produttive della Comunità montana e lo faremo con i colleghi della Cisl anche nei confronti del sindaco. Visto che si è avviato l'iter che porterà all'ampliamento dell'area industriale vorremmo capire che prospettive ci sono e, soprattutto, se c'è una domanda forte per nuovi insediamenti. Chiederemo un aiuto concreto, ad esempio, per capire se esiste la possibilità di avere agevolazioni nel caso di un subentro nello stabilimento della Gab da parte di una nuova realtà produttiva».

Sulla notizia del giorno è intervenuto anche l'assessore alle Attività produttive della Comunità montana, Ivo Biavaschi: «Naturalmente la chiusura della Gab è un elemento negativo. Bisogna capire tempi e modi, ma la soluzione che si prospetta sembra essere abbastanza morbida e, infatti, mi risulta che non ci siano tensioni tra lavoratori e azienda. Abbiamo discusso della questione nel direttivo di Cm, anche per capire se c'è la possibilità di riassegnare il lotto che sarà lasciato libero (lotto di 43mila metri quadrati n.d.a.), ma la situazione economica non è certo facile».

l.begalli

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