Lunedì 01 Agosto 2011

Mazzo, non pagò ticket
Accusato di evasione

MAZZO «Ho una pensione minima con la quale non credevo di raggiungere gli 11mila euro all'anno di reddito. Eppure mi hanno preso per un evasore fiscale. È pazzesco. E ora dovrei pure pagare una multa salata».
Stefano Rinaldi di Mazzo in Valtellina racconta la sua storia, che potrebbe anche essere quella di tanti altri pensionati, con un reddito modesto ogni anno, che per inconsapevolezza hanno creduto di poter fruire dell'esenzione del ticket sanitario, ma che poi si sono ritrovati a dover pagare ticket e pure multa.
«La vicenda è partita nel 2002 quando ho prenotato una visita all'ospedale di Sondalo - racconta Rinaldi, oggi settantenne -. Il personale dell'ospedale mi ha chiesto se il mio reddito superasse gli 11mila euro. Io sono un pensionato che porta a casa al mese la pensione minima, quindi ho detto di no».
Così il signor Rinaldi ha firmato un'autocertificazione in cui ha dichiarato che il suo reddito non superava la soglia prevista in quegli anni. Non sapeva l'anziano che, nel calcolo, entrano anche altri parametri e variabili (terreni, proprietà, moglie e figli) e così un po' di tempo dopo, «arriva una telefonata in cui mi si dice che non avevo diritto all'esenzione e che avrei dovuto pagare una cifra maggiorata di 92,56 euro - prosegue -. Allora, senza discussioni, io ho pagato. E la cosa per me era finita qui. Qualche giorno fa si presenta in casa la Guardia di finanza che mi chiede di andare in caserma per accertamenti. È lì che scopro che sono stati fatti dei controlli e che, avendo dichiarato il falso, dovrò pagare la bellezza di 277,56 euro più 20 euro per la procedura. Circa 300 euro, dunque, perché avrei dichiarato il falso, ma io non lo sapevo».
In pratica i nuclei di controllo hanno preso un faldone di impegnative per controllare la veridicità delle stesse e quella del signor Rinaldi è finita alla rete dei controlli, risultando erronea rispetto alla situazione reddituale dell'anziano. A questo punto Rinaldi è sbalordito, ma intenzionato a non lasciar cadere la questione.
«Io non sapevo con quali calcoli venisse definito il reddito così quando mi è stato domandato se fosse al di sotto degli 11mila euro, mi è sembrato che fosse così - si difende -. Peraltro ho pagato per il mio sbaglio, perché quando sono stato avvertito ho rimborsato il ticket, per di più con una spesa maggiore. Ora questa multa è assurda. Ho fatto ricorso, ma non so che esiti potrà dare. Capisco che la Guardia di finanza debba fare il suo lavoro, ma con tutti gli evasori fiscali che ci sono proprio me, che non c'entro nulla, dovevano andare a punire. Mi rincresce molto per questi 300 euro che non so nelle mani di chi finiranno e per cosa potranno servire?».
«Ci dispiace molto per il signor Rinaldi, mi sto attivando per capire come aiutarlo, ma temo che sarà difficile se non impossibile - fa sapere Ilde Osmetti dell'Urp -. L'Aovv, tramite gli uffici preposti, sulla base delle indicazioni previste dalla normativa nazionale (L 445/2000) in materia di obbligatorietà dei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive e dalle indicazioni fornite da Regione Lombardia, provvede ad effettuare controlli sulle autocertificazioni. Questi controlli avvengono in maniera casuale. Di seguito viene effettuata la verifica attraverso consultazione dell'anagrafe tributaria e una volta riscontrata l'anomalia (quando la persona che ha autocertificato supera invece il reddito stabilito dalla legge che, nel 2003, era di 11.362.5 euro) invia richiesta di pagamento dell'intera prestazione all'utente che, entro 30 giorni, è tenuto a effettuare il pagamento».
«L'Azienda è tenuta altresì a inviare alla Guardia di Finanza la segnalazione come imposto dalla normativa - prosegue -. A questo punto la GdF provvede a comminare la sanzione amministrativa prevista per tale tipo di reato. Consideriamo che il reato di falso è stato depenalizzato perché risultava essere reato penale. In ogni caso purtroppo le persone, che ricevono gli avvisi di pagamento, hanno autocertificato il falso, a volte per poche centinaia di euro ma a volte per grosse differenze».

l.begalli

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