Lunedì 01 Agosto 2011

Chiavenna, molestie su bimba
arrestato autotrasportatore

CHIAVENNA - Arriva dalla Valtellina la notizia dell'arresto del trentacinquenne del Sondriese che nei mesi scorsi ha avuto una relazione con una tredicenne valchiavennasca.
È stato effettuato dai carabinieri del capoluogo su richiesta della Procura della Repubblica e sulla base dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Sondrio. Oggi è previsto l'interrogatorio di garanzia dell'indagato, che ormai da cinque giorni si trova nel carcere di via Caimi. Questo passaggio definisce con chiarezza la gravità della situazione e la reale natura del comportamento del trentacinquenne. Non sono state rese note le motivazioni esatte del provvedimento, ma tutto lascia pensare sia a un'accusa per violenza sessuale - aggravata dall'età di quella che può essere considerata la vittima -, sia alla detenzione di materiale multimediale legato alla frequentazione di minorenni da parte del valtellinese. In caso di condanna per atti sessuali con una persona con meno di quattordici anni la pena può arrivare ai dieci anni. Sembra che l'uomo, un autotrasportatore, frequentasse da tempo la valle del Mera, sempre con lo stesso scopo, e che già in passato avesse avuto a che fare con un'altra ragazzina.
L'origine della vicenda in Valchiavenna è nota da almeno cinque mesi. Il fatto risale alla fine dell'inverno scorso. La ragazzina aveva spiegato di avere avuto un relazione intima con un adulto proveniente dalla Valtellina. Nei giorni scorsi, a cinque mesi dalla diffusione della notizia, le indagini hanno avuto una svolta in Valtellina, con l'arresto del trentacinquenne, e si sono allargate alla Valchiavenna, dove nei dintorni della città del Mera sono state effettuate anche delle perquisizioni nelle abitazioni di alcune persone che potrebbero avere a che fare con l'accaduto, o perlomeno delle informazioni sui fatti.
Come insegnano casi ben più eclatanti legati alle cronache nazionali, l'attenzione degli inquirenti in questi casi si sofferma sui documenti conservati sull'hard disk del computer e su altri supporti digitali, a cominciare dai moderni telefoni cellulari che consentono di archiviare anche immagini e video. Ma non vengono trascurati i siti visitati sul web, a partire dai social network come Facebook, soprattutto per analizzare i messaggi che hanno caratterizzato le comunicazioni fra le persone coinvolte e la tredicenne, e quelli di posta elettronica con eventuali allegati. In questo caso sembra che la relazione fra il trentacinquenne e la studentessa, al di là di un eventuale approccio iniziale avvenuto sul web, sia stato, purtroppo, tutt'altro che virtuale. Resta da capire la rilevanza di internet in questa triste vicenda, sia per comprendere le dinamiche dell'incontro fra i due, sia per una riflessione sui rischi che caratterizzano l'utilizzo del web da parte degli adolescenti.

r.carugo

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