Venerdì 01 Luglio 2011

La Finanza scopre in Valle
300 milioni di redditi nascosti

SONDRIO L'evasione fiscale resta sempre la voce più consistente del bilancio tracciato dalla Guardia di Finanza e mai come quest'anno l'«opera d'investigazione giudiziaria svolta a fianco della Procura della Repubblica di Sondrio» ha dato buoni frutti: individuati 28 "lavoratori in nero", 12 "evasori totalmente sconosciuti al fisco", 6 le persone denunciate per reati collegati all'infrazione delle norme sull'Iva (20 i milioni di imposta sul valore aggiunto non versati all'erario). Ma soprattutto scoperti 300 milioni di «base imponibile», guadagni non dichiarati e su cui nessuna tassa è mai stata versata.
Ma il bilancio è solo parziale e potrebbe lievitare a 800 milioni per via della conclusione di numerose indagini (ne parliamo nell'articolo qui a fianco), «alcune delle quali avviate anche due anni or sono, i cui esiti sono già stati sottoposti alla valutazione dei Magistrati della Procura e pertanto ancora sottoposti al rigore del "segreto investigativo"».
E' più che soddisfacente il "bottino" della Gdf in quest'ultimo anno di attività che è anche l'ultimo di permanenza in Valle del colonnello Marco Selmi, il 53enne che dopo tre anni  e mezzo lascia il comando delle Fiamme Gialle di Sondrio (il suo incarico termina il 18 luglio) per prendere servizio a Lodi. Lo spirito che ha animato il colonnello Marco Selmi non è certo quello della repressione, ma piuttosto «della tutela del benessere economico della popolazione valtellinese e del tessuto sano delle imprese», come ha tenuto a sottolineare ieri durante la festa provinciale. Le indagini messe a frutto nel 2010 hanno fatto emergenze quelle che il colonnello definisce "frodi carosello" relative al «commercio di autovetture, frodi fiscali internazionali di particolare significatività, meccanismi fraudolenti poggianti su false fatturazioni e su denaro riciclato, ma anche attività criminali radicate nella contraffazione dei marchi, nel contrabbando di tabacchi e perpetrate ai danni della Pubblica Amministrazione».
Altra voce significativa, vista anche la presenza della zona franca di Livigno, quella del contrabbando: 2.500 i litri di gasolio che cercavano di lasciare Livigno "di frodo", 82 chili di sigarette nascoste agli agenti di frontiera, oltre a 200 litri di alcool e liquori. Scoperti anche 14 autoveicoli "taroccati" e utilizzati per contrabbandare la merce. «Oltre a ciò, sono stati sequestrati anche 6 appartamenti poiché prova o frutto di diversi reati, nonché un'area colpita da un illecito sversamento di rifiuti».
Ma l'attività della Gdf si è spinta anche nel settore del commercio dove è stata dichiarata guerra alla contraffazione: in diversi negozi della Provincia sono stati sequestrati 21.410 articoli d'abbigliamento e calzature, mentre sul territorio sono state sguinzagliate «circa 450 pattuglie radiomobili del "117" che, insieme ai militari impegnati a vigilare sul traffico hanno effettuato circa 6.400 controlli».
Grande l'impegno profuso anche sul fronte del soccorso alpino e la simulazione di ieri sera allo stadio ha dato modo di toccare con mano la preparazione tecnica degli uomini del soccorso alpino della guardia di finanza (sagf) e l'attrezzatura in dotazione al comando provinciale che la Procura ha delegato a svolgere le indagini disposte dalla Procura della Repubblica. E sul fronte del soccorso in quota, il bilancio parla di 100 interventi eseguiti, di cui 5 recuperi di salme e 90 persone portate in salvo.Notevole l'impegno sulle piste da sci: 50 le multe a sciatori, 15 a conducenti di motoslitte.
Un anno intenso, dunque e una macchina, quella della Gdf, ben oliata. Peccato che abbia perso per strada qualche "pezzo": la chiusura della caserma di Morbegno (ha però salvato quella di Chiavenna, elevato a tenenza quella di Livigno e mantenuto quella di Montespluga) a Selmi è bruciata. E non poco.
Ieri nel suo discorso ha parlato di una «larvata possibilità di riottenere il presidio ma a patto di decisioni chiare che potrebbero essere prese dal Comune di Morbegno. Comune che ha il maggior numero di siti imprenditoriali di tutta la provincia», ha tenuto a sottolineare Selmi, riprendendo il sindaco Alba Rapella che in apertura dell'assemblea di Confindustria, pochi giorni fa, aveva enfatizzato il "primato" della sua Morbegno. Ed è sempre dallo slogan lanciato dal presidente degli industriali Paolo Mainetti che il colonnello ha preso lo spunto per ribadire la filosofia del suo comando: «"Cambiare per crescere" è quello che la Gdf ha dimostrato di saper fare in virtù di una "acquisita scioltezza investigativa"», così l'ha definita Selmi che non ha avuto remore ad arrestare due dei suoi ex uomini con l'accusa di peculato aggravato. E uno che fa pulizia in casa propria, figuriamoci se non l'ha fa in quella degli altri.

l.begalli

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