Mercoledì 01 Giugno 2011

Il Csm "boccia"
il giudice onorario

L'apparato della giustizia perde un altro pezzo e il sistema già duramente messo alla prova da organici ridotti all'osso causa magistrati in partenza o in malattia, rischia ora di vacillare. Almeno a Morbegno, ove un recente pronunciamento del Csm si è abbattuto sulla sede staccata del tribunale di Sondrio come una tegola: pesante però come un macigno.
Il Consiglio superiore della magistratura ha in pratica annullato l'affidamento del ruolo civile alla figura del giudice onorario, così come era stato deciso dal presidente del tribunale di Sondrio Gianfranco D'Aietti per superare l'empasse venutosi a creare nel 2010, quando gli uffici giudiziari della Bassa Valle sono rimasti orfani dell'ultimo giudice togato, Francesco Sora.
Questo significa che i fascicoli che sino ad oggi venivano affidati automaticamente a un giudice onorario (che non è un magistrato effettivo, ma un professionista "prestato" alla toga) d'ora in poi dovranno essere vagliati uno ad uno. E questo non certo (bene precisarlo) per incapacità della persona che sino ad ora se ne è occupata - Cinzia Zugnoni - ma perché il Csm ha ribadito che i giudici onorari non possono sostituire in toto i magistrati, ma solo supportarne l'attività.
Non solo. Spetta al presidente del Tribunale, di volta in volta, decidere se una causa può essere o meno affidata al giudice onorario perché ci sono materie - come ad esempio la volontaria giurisdizione - che non possono essere trattate se non da un giudice effettivo e ciò significa che se a Morbegno sono state discussi fascicoli di questa natura da un "non giudice" (passateci la definizione spicciola), non è detto che i provvedimenti presi possano essere addirittura invalidati.
Insomma, un bel pasticcio. E c'è da chiedersi quanto possa ancora resistere la sezione staccata di Morbegno, visti i problemi che presenta sia nel civile, sia nel penale.
Il Tribunale della città del Bitto sulla carta ha due magistrati assegnati (uno penale e uno civile), ma in realtà ne ha sempre avuto soltanto uno. Quando ancora era Pretura, di Morbegno fu nominato Francesco Saverio Cerracchio, poi fu la volta di Angelo Martinelli e di Giorgio Di Giorgio e infine Sora.
Il secondo posto vacante fu assegnato a Renato Buzi, fresco di trasferimento in Valtellina, ma di penale a Morbegno si occupò per poco, visto che fu immediatamente assorbito da Sondrio dove ancora oggi (ma ha già le valigie in mano) "macina" udienze collegiali e monocratiche (è stato anche il giudice a latere in Corte d'Assise che ha condannato a trent'anni Simone Rossi).
Il penale a Morbegno fu poi affidato a Caterina Garuffi la cui permanenza a Morbegno durò pochi mesi: il tempo necessario per essere trasferita a Roma. I fascicoli penali passarono così a due magistrati onorari (Barbara Della Nave e Raffaella Patrizi Dell'Agnello), mentre il civile continuò ad essere appannaggio di Sora. Quando anche quest'ultimo ha chiesto e ottenuto il trasferimento, il civile è stato dato in mano a uno dei giudici onorari (Cinzia Zugnoni, appunto). Ora, il pronunciamento del Csm azzera tutto e ci si ritrova senza magistrati e con una montagna di cause.
Non va meglio nemmeno se si considera la situazione dal punto di vista delle cancellerie dove negli ultimi 5 anni il personale si è pressoché dimezzato. Da considerare il fatto che se a Sondrio il carico medio per ogni giudice è di 350 fascicoli, a Morbegno è di 500, mentre in Italia si attesta sui 600.
E se già prima del pronunciamento del Csm, la sezione di Morbegno pareva critica, ora con il "taglio" dei giudici onorari appare drammatica.
I vertici del Tribunale di Sondrio non vogliono sentir parlare di chiusura. Proprio per questo D'Aietti ha trasferito a Sondrio circa 200 cause civili, ed ha preso carta e penna per scrivere al ministro Alfano il quale però ha risposto picche alla richiesta di potenziare l'organico dei giudici in Valtellina.
Anche l'Ordine degli avvocati di Sondrio ha sollecitato maggior attenzione su Morbegno e nella delibera del consiglio straordinario di lunedì ha stigmatizzato la decisione del Csm e le conseguenze che avrà sull'attività giudiziaria in Bassa Valle.
Non manca perciò chi - come ad esempio la Procura di Sondrio - non vede di buon occhio le trasferte settimanali a Morbegno con tanto di auto blu, autista e fascicoli al seguito, perché tengono lontano dagli uffici di Sondrio i magistrati impegnati nelle udienze come pubblici ministeri. Insomma, tutte le parti in causa - cittadini compresi - hanno di che lamentarsi per come stanno andando le cose. E se nulla cambierà potrebbero andare anche peggio.
Antonia Marsetti

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