Martedì 10 Maggio 2011

Gli ospedali e l'emergenza:
«Chi ha sbagliato paghi»

SONDRIO Altro che due milioni di euro. Per far fronte ai problemi degli ospedali della provincia di Sondrio, all'emergenza spiccia, pare ne servano oltre otto. Una cifra esorbitante sempre, di più in un periodo di crisi in cui reperire qualsiasi tipo di risorsa diventa problematico. «Ma i finanziamenti non possono non esserci» interviene Alcide Molteni, presidente della conferenza dei sindaci, ma anche e soprattutto sindaco del capoluogo. Di quel capoluogo che, come Morbegno, sta vivendo momenti di grande criticità sotto l'aspetto dell'assistenza sanitaria.
La struttura ospedaliera sondriese è fuorilegge per il sistema antincendio, i lavori che avrebbero dovuto essere realizzati per portare la situazione alla normalità dopo il rogo dell'ottobre del 2009 non sono stati fatti ed ora c'è il serio rischio che si arrivi alla chiusura del nosocomio, che la Procura, cioè, revochi la deroga concessa dietro le rassicurazioni di quegli interventi "riparatori" mai fatti. Della chiusura dell'ospedale però Molteni non vuole neppure sentir parlare. «È evidente che se è necessario garantire sicurezza e sorveglianza lo si potrà fare con una task force di addetti ai lavori, vigili del fuoco e non solo, che consentano di operare in tranquillità all'interno del nosocomio - sottolinea -. Chiaramente si tratta di una soluzione tampone a fronte di un piano chiaro di interventi condivisi con le autorità competenti. E per i quali, cronoprogramma alla mano, la Regione Lombardia non può non garantire i fondi». Non può non farlo nell'ottica di Molteni avendo in capo la responsabilità di quanto accaduto, avendo nominato i direttori generali che si sono succeduti nel tempo e avendo sempre dato loro voti alti nelle pagelle stilate alla fine di ogni anno. «Chi ha lavorato su Sondrio in questi anni qualche responsabilità ce l'ha - punta il dito Molteni -, ma ce l'ha chi ha dato ruolo e obiettivi. Le colpe devono saltare fuori e chi ha sbagliato è giusto che paghi». Non fa sconti a nessuno il sindaco del capoluogo. «Il direttore dell'Asl Nicola Mucci dice che in Regione non sapevano nulla delle carenze del sistema antincendio di Sondrio - sottolinea -, lo definirei a dir poco imbarazzante. È l'esempio del fallimento della gestione lombarda del sistema organizzativo. Quasi tutti i manager che si sono succeduti in questi anni in un turn over impressionante sono di estrazione politica e questo è il risultato. Il centrodestra che governa in Regione ha tutte le responsabilità del disastro che stanno vivendo le nostre strutture e, di conseguenza, i cittadini». Molteni riconosce il merito di Gianola (l'attuale direttore generale dell'Azienda ospedaliera e già direttore dell'Asl) di aver portato sul tavolo la questione, ma non dimentica neppure che l'Asl aveva il compito di controllare le strutture accreditate e che finora da via Sauro non è stata inviata alcuna notifica in Regione, stando alle parole di Mucci. «Tutta la dirigenza ha mostrato una grande superficialità e uno scarso senso di responsabilità nei confronti degli utenti - attacca ancora il primo cittadino del capoluogo che è medico ed è quindi particolarmente sensibile a questo tipo di problematiche -. Ci sono grandissimi controlli su tutte le altre strutture come gli asili nido, piuttosto che le Case di riposo e, invece, è stato trascurato quello sugli ospedali. Non ho parole».
Ma l'analisi cruda del sindaco non si ferma qui. Molteni ricorda gli interventi «di abbellimento» realizzati qua e là che non hanno tenuto conto, in alcun modo, invece di quelle che erano le vere priorità. L'esempio di Sondrio da questo punto di vista è emblematico. Fuori norma per il sistema antincendio l'ospedale cittadino è stato dotato prima di un corpo di collegamento che regge la piazzola dell'elicottero, corpo inutilizzabile proprio per le carenze dell'antincendio, e poi sono iniziati i lavori per la realizzazione delle nuove sale operatorie che rischiano di essere sigillate ancora prima di essere concluse se non si risolvono i problemi seri della sicurezza. «E se a questo aggiungiamo i guai di Morbegno e Chiavenna - aggiunge Molteni - è evidente che ci sono molte cose da mettere a posto. Che bisogna aggiustare il tiro e possibilmente farlo con il coinvolgimento e il controllo degli enti locali se vogliamo evitare il ripetersi di situazioni di questo genere. Le istituzioni locali - conclude il sindaco - hanno già dimostrato un grande senso di responsabilità basta pensare alle pressioni che io e il presidente della Provincia Sertori abbiamo già fatto per incontrare al più presto il direttore generale della sanità lombarda».

l.begalli

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