Sabato 07 Maggio 2011

Tutti gli ospedali "fuori norma"
Almeno 2 milioni per i lavori

SONDRIO Ansia e nervosismo palpabile all'uscita del consiglio di rappresentanza della Conferenza dei sindaci della provincia di Sondrio tenutosi ieri nell'ex sala giunta di palazzo Pretorio, iniziato intorno alle 16,30 e terminato dopo le 19,30. Un nervosismo immediatamente individuabile nell'insolito tono secco e stringato del sindaco di Sondrio, nonché presidente della Conferenza, Alcide Molteni.
Facile capirne la ragione: nessuna delle strutture ospedaliere della provincia di Sondrio risulta, per una ragione o per l'altra, essere completamente a norma. A Chiavenna, dove ormai i lavori di ristrutturazione delle sale operatorie sono in dirittura di arrivo, non è stata pienamente rispettata la normativa e sarà necessario riaprire il cantiere e dar corso ad importanti opere strutturali. A Morbegno problemi strutturali ieri hanno consigliato il trasferimento dei degenti dell'hospice e la chiusura del reparto della dialisi. A Sondrio la nuova ala di collegamento tra i due padiglioni, quella che regge la piazzola dell'elicottero, è stata costruita secondo i dettami di legge, peccato che le scale delle due vecchie strutture non siano a norma a causa delle carenze del sistema antincendio e che quindi tutta quell'area risulti di fatto inagibile. Eppure nella struttura del capoluogo si stanno spendendo oltre 10 milioni di euro per la realizzazione di nuove sale operatorie. E, al momento, Sondalo pare salvarsi solo perché non al centro di opere.
Un quadro a tinte fosche, foschissime sul quale nessuno vuole esprimersi nel timore ci creare allarmismo tra la popolazione. Eppure la dichiarazione ufficiale rilasciata dal sindaco di Sondrio Molteni e concordata con tutti i presenti al tavolo - oltre ai sindaci dei mandamenti il presidente della Provincia Massimo Sertori, il direttore generale dell'Azienda ospedaliera Luigi Gianola e quello dell'Asl Nicola Mucci -, pur nel suo essere stringata, risulta piuttosto sibillina. «Nell'incontro con i direttori generali Gianola e Mucci - dice monocorde il primo cittadino del capoluogo Molteni - è stata fatta una fotografia molto cruda degli interventi in essere nelle strutture ospedaliere di Morbegno, di Chiavenna e di Sondrio. Interventi che potrebbero creare disagi e problemi all'erogazione dei servizi alla cittadinanza». Un eufemismo nel caso del centro della Bassa valle dove i malati sono stati addirittura evacuati.
Oltre a fare il punto della situazione in essere, il consiglio di rappresentanza si è interrogato sugli ulteriori interventi necessari «e - continua Molteni - poiché si parla di urgenza per quanto riguarda i tempi e di cifre ingenti, abbiamo approfittato della presenza al tavolo del presidente della Provincia Massimo Sertori per chiedergli di attivarsi urgentemente con l'assessore regionale alla Sanità». Punto.
La comunicazione dei rappresentanti dei sindaci si chiude qui. Poco per un incontro così intenso e che si lascia intendere essere stato particolarmente acceso non foss'altro perché tutto incentrato sulla valutazione della sicurezza offerta da strutture dedicate alla cura dei malati come quelle ospedaliere. Ma la situazione è fortemente critica. Si dice - e c'è da immaginare che sul tavolo dell'incontro di ieri siano state messe le cifre e siano stati fatti i conti - che per i primi interventi, per la stretta urgenza cioè, siano necessari almeno due milioni di euro. E la stima potrebbe essere molto, molto ottimistica. Tra l'altro con i tempi di crisi che corrono non è facile ipotizzare il reperimento immediato di una somma comunque ingente.
Uno scenario tutt'altro che roseo che lascia spazio a tutta una serie di interrogativi relativi all'operato degli ultimi direttori generali e del mandato ricevuto da Milano. Il problema del sistema antincendio di Sondrio è noto almeno - a voler essere ottimisti - da quando nell'ottobre del 2009 è divampato il rogo che ha costretto all'evacuazione dei reparti del padiglione Nord. i è ripresentato l'anno successivo quando addirittura il presidente della Regione Formigoni, in campagna elettorale, ha dovuto rinunciare all'inaugurazione della piazzola dell'elicottero, inagibile senza l'antincendio e che è divenuta utilizzabile solo grazie alla presenza costante degli addetti. Eppure in tutto ciò si sono iniziate le opere per le nuove camere operatorie, quando evidentemente le priorità erano e dovevano essere altre.
<+G_FIRMA>Monica Bortolotti

l.begalli

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