Venerdì 01 Aprile 2011

Stelvio, Napolitano
boccia il decreto

BORMIO Il parco dello Stelvio rischia di restare sondriese. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha bocciato e avrebbe rimandato al mittente la proposta formulata dalla «Commissione dei 12» di modifica dell'articolo 3 del decreto presidenziale a proposito delle funzioni esercitate dalle province autonome di Trento e Bolzano riguardo al parco dello Stelvio. Indiscrezioni sempre più autorevoli, ieri, davano per “cassata” la norma che prevede l'abrogazione del Consorzio del parco dello Stelvio formando, nel contempo, tre aree protette distinte rispettivamente quelle lombarda, trentina ed altoatesina. Mancava - a dir la verità dal 22 dicembre scorso - la firma di Napolitano ma sembra proprio che la massima autorità dello Stato abbia evidenziato più di un dubbio. Alcuni ipotizzano che le province autonome abbiano osato davvero troppo modificando un decreto del presidente della Repubblica senza coinvolgere minimamente il diretto interessato che quindi, ora, sembrerebbe proprio intenzionato a voler dire la sua. Per altri, invece, il Presidente non avrebbe gradito una dura presa di posizione, quella del presidente della regione Alto Adige Luis Durnwalder che si è opposto a qualsiasi forma di celebrazione della festa dell'unità d'Italia, andando a lavorare il 17 marzo e rifiutando pure l'esecuzione dell'inno di Mameli - come invece richiesto dal Coni - prima delle partite di calcio. Sicuramente un duro braccio di ferro, quello con Napolitano ma vero è anche che, dall'approvazione della norma da parte del consiglio dei ministri sono già passati oltre tre mesi, tre mesi di silenzio. «Ora occorrerà verificare - ha commentato Ettore Armanasco della Cgil confermando la notizia - se la procedura richiederà di completare le lacune lamentate dal Presidente o se i rilievi mossi significano il definitivo stop alla norma. Per il 12 aprile è stata convocata la commissione tecnica della regione Lombardia che dovrebbe esprimersi e formulare proposte riguardo al nostro settore del Parco: anche in questo bisognerà vedere cosa succederà nei prossimi giorni, se l'appuntamento rimane confermato o meno». E di fronte a tante perplessità esiste almeno una notizia certa che sarà salutata da tutti con favore: «Presso una banca di Verona - ha anticipato Armanasco - sono stati depositati 80 milioni di euro (esattamente 40 messi dalla Provincia di Trento ed altrettanti da Bolzano), frutto dell'accordo di Milano che prevedeva la copertura delle spese di gestione dell'area protetta a carico delle due province autonome che coprono anche la “quota” della Regione Lombardia. Queste risorse saranno a disposizione per interventi sui territori delle province vicine, la cosiddetta partita dei Comuni confinanti. Come sindacato chiediamo, ed in questo senso sarà fondamentale l'apporto del presidente della Provincia, Massimo Sertori, una garanzia circa l'esistenza delle risorse anche per gli anni futuri; si tratta di un settore troppo importante per l'economia dell'Alta Valle».  
<+G_FIRMA>Daniela Gurini

l.begalli

© riproduzione riservata