Mercoledì 30 Marzo 2011

Scene osé davanti a bimbo:
3 anni a padre e amante

SONDRIO La pubblica accusa - sostenuta dal Pm Elvira Antonelli - ha chiesto un anno di reclusione, la difesa l'assoluzione. Il giudice ha condiviso la tesi accusatoria, ma ha calcato la mano: tre anni di reclusione, interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e perpetua da quei luoghi in cui ci si occupa di minori, perdita della patria potestà, dei diritti di successione, della tutela e curatela.
Sentenza di condanna, dunque, per un uomo della Valchiavenna e per la sua amante russa, ritenuti colpevoli di aver fatto assistere ai loro rapporti sessuali un bimbo di soli cinque anni (figlio di lui).
Stando al capo di imputazione il piccolo era costretto a guardare anche perché la porta delle stanze in cui avvenivano quelle scene erano sempre chiuse a chiave e il ragazzino legato con una corda al letto, a un armadio o al tavolo della cucina.
Scene raccapriccianti, che in aula sono approdate per bocca della madre del bimbo che ha riferito dei racconti del figlioletto che aveva espresso la volontà di non incontrare più il padre.
Nessun riferimento anagrafico e nemmeno geografico, perché lungi da noi la possibilità di rendere identificabile il piccolo (che oggi di anni ne ha dieci) e la sua famiglia che ha pure cambiato residenza per allontanare da lui quei ricordi. Diciamo solo che l'uomo ha 31 anni e la sua amante straniera - oggi irreperibile - è del '77.
Il giudice ha disposto anche per le parti civili - la madre e il figlioletto - il pagamento di una provvisionale di 10mila euro a testa da parte dei due condannati che saranno tenuti a liquidare i danni che dovranno essere quantificati in sede civile.
In aula la madre del piccolo ha raccontato di come suo figlio un giorno le disse: «Mamma, con lui vedo cose bruttissime... Aiutami... mi sento solo... ho bisogno». Il bimbo ha così raccontato di ciò che vedeva nella camera da letto della loro ex casa, in salotto, e cucina. «Ha riferito particolari anatomici del corpo femminile e maschile che non avrebbe potuto conoscere se non in quell'occasione» - ha precisato la madre su precisa domanda del giudice - ed ha disegnato atteggiamenti sessuali inequivocabili quando si è trovato davanti alla psicoterapeuta.
Il dubbio però che il bimbo - un ragazzino sveglio con una spiccata proprietà di linguaggio - abbia potuto inventarsi tutto, agli inquirenti è venuto e non a caso alla psicologa che lo ha incontrato è stato chiesto più volte se a suo giudizio il racconto potesse essere il frutto di fantasie o di una forzatura in famiglia. Lei lapidaria ha escluso che fosse tutta un'invenzione. Purtroppo era la verità.

l.begalli

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