Domenica 20 Marzo 2011

Il ristoratore sondriese:
io rimango in Giappone

SONDRIO Fuga verso l'Italia? Nemmeno per idea. Stefano Bersotti, il ristoratore sondriese che ha tremato come tutti i giapponesi durante il terribile terremoto che pochi giorni fa ha colpito il paese del Sol Levante, non ha alcuna intenzione di lasciare il Giappone durante il periodo dell'emergenza.
Anzi, sta già lavorando nel suo ristorante: «Per la verità non ho mai smesso - ammette lui, raggiunto telefonicamente in Giappone -. Non posso andare via in questo momento, sarebbe un tradimento verso il Giappone. Tutti devono dare il proprio contributo e i giapponesi apprezzano molto un simile comportamento da parte di uno straniero. Dimostri di essere stimabile anche da loro e non un “alieno” come definiscono chi non rispetta il loro modo di vivere».
A volerlo su un aereo erano soprattutto i genitori ed i fratelli a Sondrio, ma Stefano ormai è diventato un giapponese vero. «Io abito a Shimitzu, che si trova a 350 chilometri dalla zona dell'epicentro, e qui i danni sono stati lievi. Dopo la scossa ho avuto nausea e vomito causati dall'essere rimasto sospeso per aria per un tempo che mi è sembrato lunghissimo. Il Giappone in questi giorni ha reagito alla grande. Non immagino cosa sarebbe successo in Italia dopo una tragedia del genere. La macchina dei soccorsi è partita in maniera immediata. Si cerca di risolvere i problemi senza parlarne troppo. Per i giapponesi è stato comunque uno smacco scoprire che la Tepco, la società che gestisce i reattori nucleari, barava sulla sicurezza. C'è da stare certi che appena sarà conclusa l'emergenza questa azienda sparirà, perché i giapponesi non scherzano e chi ha infangato l'immagine l'onore dell'intero Paese paga».
La tragedia del terremoto e dello tsunami ha colpito anche amici del ristoratore sondriese: «Cerco inutilmente di mettermi in contatto con un ragazzo che faceva il lavapiatti da me - racconta Bersotti -. Lui è originario della cittadina che è stata epicentro del sisma. Non riesco a rintracciarlo al telefonino e non so cosa pensare. Tutto il Giappone è protetto da giganteschi para-onde di cemento per attenuare i maremoti; la zona dove è successo il disastro è invece una baia».
Ma siccome tutto il mondo è paese, anche in Giappone nei giorni scorsi non sono mancate le polemiche sul sisma. «Una televisione nazionale ha avvisato dell'imminente tsunami con 4 minuti di ritardo - racconta Bersotti - e questo non è per nulla piaciuto all'opinione pubblica, perché una persona in 4 minuti può tentare di mettersi in salvo».
Intanto si cerca di tornare alla normalità. Lunedì prossimo Stefano farà nel proprio ristorante il tradizionale party che ogni anno riserva agli italiani che vivono nella zona, ma quello che è successo non sarà mai dimenticato, anche perché Stefano sta tenendo un diario di questi giorni: «Voglio scriverci tutto, per non dimenticare davvero nulla».
Lui è uno dei pochi italiani che ha saputo superare la diffidenza dei giapponesi: «Ho mostrato tutta la serietà di noi valtellinesi. L'Italia ha una pessima immagine in Giappone - spiega - perché è considerato il paese dei furbi. Dei miei amici hanno dovuto pagare 140 euro per un giretto in gondola a Venezia».

l.begalli

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