Domenica 20 Marzo 2011

La sfida di Chiavenna:
una fusione di Comuni

CHIAVENNA Dalla gestione associata dei servizi alla fusione dei Comuni. Anche questo è un tema che di fronte al continuo taglio dei trasferimenti e l'impoverimento dei bilanci degli enti locali pone inevitabilmente al centro la gestione dei servizi e il mantenimento del loro livello di qualità verso i cittadini.
E così, quello di venerdì sembra essere qualcosa di più di un sasso lanciato nello stagno da parte del Comune di Chiavenna. Compatte, infatti maggioranza e minoranza almeno su questo tema. La Valchiavenna, fin dalla metà degli anni '70 quando venne fondata la Comunità Montana è stata sempre all'avanguardia sul fronte degli accordi per la gestione comune di settori delicati della vita pubblica, su tutti i servizi sociali, ma ora sembra che i tempi siano maturi per fare un passaggio ulteriore. Lo spunto per la riflessione è arrivato con l'approvazione in questi giorni dell'accordo per la gestione unica in valle del servizio territoriale ambientale, che sarà affidato all'ente comprensoriale: «Probabilmente è un tema che non riguarderà direttamente la nostra amministrazione - spiega il sindaco Maurizio De Pedrini - ma penso che il clima sia propizio per cominciare a pensare al superamento dei campanilismi e cominciare a pensare a forme di unione tra enti. Penso che sia inevitabile che chi ci succederà si troverà nella condizione di affrontare questo tema». Un punto su cui concorda anche il gruppo di minoranza di “Chiavenna di Tutti”: «Abbiamo avuto recentemente due casi di fusione di Comuni in zone molto vicine - commenta il consigliere Luca Dei Cas - come la Val Bregaglia svizzera e l'Alto Lario. Abbiamo la necessità di ridurre il costo degli enti locali, migliorare l'efficienza e ridurre i passaggi burocratici.
Auspichiamo che si apra un processo simile anche in Valchiavenna». In campagna elettorale, anno 2009, entrambi i gruppi erano stati molto più cauti sul tema, limitandosi all'impegno per il miglioramento della collaborazione fra le amministrazioni e l'ampliamento dei servizi associati. Nessuno si era spinto, però, fino a d'ora a dirsi favorevole alla fusione di più comuni in valle. Il dibattito sul tema negli anni scorsi c'è stato, ma più all'interno dei circoli culturali che tra i politici veri e propri. Adesso la crisi dei bilanci sta mettendo un po' tutti con le spalle al muro. In valle ci sono 13 Comuni con una popolazione variabile tra le poche unità di Menarola ai 7300 abitanti di Chiavenna. In passato i piccoli Comuni hanno sempre manifestato una netta contrarietà a questo tipo di ipotesi. Forse temendo di venire fagocitati da Chiavenna che, ovviamente, finirebbe con il diventare un polo di attrazione molto forte come capoluogo di mandamento. «In questo senso - commenta De Pedrini - sono abbastanza ottimista».

l.begalli

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