Domenica 20 Marzo 2011

Parco dello Stelvio, è allarme:
diminuiranno tutele e controlli

BORMIO Si è parlato anche del declassamento del Parco nazionale dello Stelvio - a seguito dell'abrogazione del Consorzio, ormai quasi una realtà - venerdì nel corso della riunione del Sapaf (Sindacato autonomo di polizia ambientale e forestale) che si è tenuta nella sede del Corpo forestale - Cta di Bormio. Oltre al segretario nazionale Marco Moroni, a quello provinciale, Marco Ghislini, e a quello regionale, Fabio Cantoni, era presente il comandante provinciale della Forestale nonché vicequestore aggiunto Andrea Turco. «Siamo preoccupati - ha commentato Moroni - per i risvolti che certe decisioni politiche avranno sull'ambiente e sulla sua tutela». Un esempio concreto la retribuzione, bloccata al 2010 (ovvero per un triennio non si potrà superare tale soglia), fatto che riduce l'operatività dal momento che il 40% della retribuzione riguarda l'accessorio, ovvero le uscite sul territorio, gli interventi di Protezione civile, la tutela dei boschi. Stessa sorte peggiorativa quella che si profila per il Parco, di fatto suddiviso in tre realtà e per il quale i più si auspicano ancora un dietrofront (manca ancora la ratifica del presidente della Repubblica).
«Abbiamo assistito - ha rilevato Cantoni - a un valzer politico di basso profilo. Nessuno si è chiesto quanto le decisioni assunte andranno ad influire a livello ambientale e quindi anche economico? Perché nessuno ha pensato di caldeggiare la proposta di unificare la nostra area protetta con l'Engadina per ampliare la tutela del territorio?». Per la Forestale i cittadini, ma soprattutto l'ambiente, hanno bisogno di sicurezza e certezze. Come per quanto riguarda le sanzioni «perché se finora il sistema era legato a una legge quadro ora, se declassiamo il Parco e lo normiamo con una legge regionale, la tutela diminuirà sensibilmente, come pure l'entità delle sanzioni, il tutto a favore delle speculazioni». Un altro aspetto riguarda la necessità di personale, esigenza evidenziata anche dalla disparità di risorse umane, a livello locale, tra il personale impegnato nel Cta del Parco (ovvero chi opera all'interno dell'area protetta) ed il Corpo forestale dello Stato. Riguardo al riordino delle carriere «ad oggi è bloccato dalle leggi - ha rilevato Moroni - e soggetto a trasferimento; occorre intervenire anche in questo delicato settore. Nella nostra provincia, per esempio, ci sono solo 5 ufficiali di polizia giudiziaria, decisamente sotto organico».

l.begalli

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