Lunedì 14 Marzo 2011

Terremoto, parla valtellinese:
«Lanciato in aria per due minuti»

SONDRIO «Sono rimasto sospeso in aria, senza appoggiare i piedi per terra, per quasi due minuti, mi è sembrato un'eternità perchè non riuscivo a capire assolutamente cosa stava succedendo».
Sono le prime parole di Stefano Bersotti, il sondriese che vive in Giappone. Lo ha detto sabato mattina, era sera in Giappone, al fratello Vittorio «Lollo». Al momento della tremenda scossa di terremoto Stefano stava lavorando nel proprio ristorante bar-spaghetteria “Italia”, affollato di gente. «Sono stati attimi di grande panico anche per tutti i clienti - ha riferito Stefano - eppure in Giappone siamo abituati alle scosse di terremoto ma in tutti gli anni che io sono in Giappone non era mai successo nulla di simile». La cittadina di 200mila abitanti nella quale vive e lavora Stefano con la propria famiglia si chiama Shimitzu e rientra nella zona cerchiata di rosso, quella ritenuta di massimo pericolo.  I disagi sono abbastanza ovvi di questi casi di emergenza. Manca il gas che è stato sospeso in maniera automatica al momento della calamità, e la corrente elettrica che viene scaglionata secondo fasce orarie. «Ma l'efficienza giapponese si è fatta valere anche questa volta - ammette Stefano -. Gli incaricati dello Stato hanno già ispezionato le case per fare una verifica dei danni». Seppur nell'emergenza il tentativo di tornare alla normalità è già visibile. Il bar ristorante “Italia” di Bersotti ha già riaperto e i clienti sono tornati, ma Stefano non attende altro che il primo aereo per tornare in Italia, così come ha già fatto mister Zaccheroni, che allena la nazionale di calcio giapponese: «Stefano è in costante contatto con l'ambasciata italiana e appena ci sarà la possibilità tornerà a casa lo farà - rivela il fratello Vittorio -. Il treno super veloce non funziona e ci sono code di 60 chilometri per lasciare la città perché nonostante i proclami di sicurezza, tutti cercano di abbandonare la città». Stefano è uno di quelli a cui è andata ancora bene anche perché i danni al ristorante sono lievi con piatti , bicchieri e bottiglie andate in frantumi. Intanto a Sondrio gli amici hanno preso d'assalto la famiglia Bersotti, di origine bresciana, per sapere notizie: «Hanno chiamato veramente in tanti - ammette il fratello Vittorio - ci fa veramente piacere questa dimostrazione di affetto nei confronti di mio fratello». Stefano, nato a Sondrio nel 1961, è stato portato in Giappone dal cuore, visto che a Londra ha conosciuto la su futura moglie giapponese. Ora ha due figli e manda vanti il ristornate. I giapponesi grazie a Bersotti hanno scoperto la gastronomia valtellinese e i nostri vini. «Pizzoccheri, bresaola e rossi di Valtellina sono molto apprezzati - svela “Lollo”- Stefano ha tutti i prodotti valtellinesi nel proprio ristorante. Fino a qualche anno fa era molto difficile poter inviare la bresaola, poi adesso le leggi lo consentono». Impegnatissimo nella propria attività professionale Stefano ormai da tantissimi anni non mette più piede in Valtellina: «Il Giappone è grande ma curiosamente nella stessa cittadina nella quale vive Stefano fino a qualche tempo fa viveva anche un altro valtellinese, uno dei figli del presidente della Banca Popolare di Sondrio Piero Melazzini. Bersotti, seppur  felicemente trapiantato in terra nipponica non ha dimenticato la sua terra: «Rimpiange il nostro modo di vivere stanco della frenesia dei giapponesi, là è tutto accelerato» svela il fratello. Per fortuna questa volta anche la macchina dei soccorsi è stata altrettanto rapida. Mentre nell'intero paese si fanno la conta dei morti e dei danni Stefano  non vede l'ora di mettere piede su quell'aereo che tanti anni fa l'aveva portato dall'Italia  nel paese degli occhi a mandorla. I parenti a Sondrio attendono che la notte giapponese abbia termine in maniera di poter ricevere la sospirata comunicazione che Stefano e la sua famiglia sia in volo verso la Valtellina.

l.begalli

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