Venerdì 11 Marzo 2011

La Fiocchi Munizioni
apre in Mesolcina

LECCO Un aeroporto militare dismesso, quello di San Vittore, Mesolcina, Canton Grigioni, Svizzera.
Sembrerebbe questo il futuro indirizzo della società elvetica che Fiocchi Armerie potrebbe costituire entro la fine dell'anno. E questa potrebbe essere dunque anche la localizzazione del nuovo insediamento che andrà ad occupare 30mila metri quadrati di superficie, anche se solo in parte sarà interessata dalla costruzione di uffici, capannoni e persino un poligono di tiro.
Quella che sembrava la provocazione di un industriale italiano - Stefano Fiocchi - per sensibilizzare le istituzioni nei confronti dell'economia, sempre più costretta a sopportare il peso della burocrazia e dei balzelli,  si è rivelata una decisione a tutti gli effetti: la Fiocchi, importante e storica industria di munizioni a Lecco (la quarta generazione si appresta a compiere i 135 anni di attività) aprirà dunque un insediamento oltre confine, a un tiro di schioppo - passateci l'immagine, più che calzante visto di cosa stiamo parlando - dalla Valchiavenna e a nemmeno 50 chilometri in linea d'aria dall'attuale sede dello stabilimento (e saranno ancora meno se e quando verrà realizzato il traforo Gordona-Lostallo), in via Santa Barbara, a Lecco.
Dunque la Fiocchi (400 dipendenti, 70 milioni di euro il fatturato) non investirà più in Italia, ma in Svizzera dove il vantaggio è assicurato. «Ci sono giunte offerte dalla Francia, dalla Slovenia e dall'Austria ma ritengo che la Svizzera abbia una connotazione più vicina a noi lecchesi - precisa il presidente Stefano Fiocchi -. Certo, non risparmieremo sui costi di mano d'opera (anzi), ma avremo vantaggi sia perché la politica dei Grigioni prevede delle agevolazioni (fiscali e non solo), sia perché l'area ci costerà indubbiamente meno, ma soprattutto perché non saremo più costretti a subire il peso delle lungaggini burocratiche... Con questo non intendo dire che la Svizzera sia più permissiva in fatto di esportazioni - le regole sono quelle dell'Unione europea -, ma almeno i tempi sono certi e quindi saremo in grado di mantenere le consegne delle commesse».
L'ufficio di Promozione economica dei Grigioni attraverso il funzionario Paolo Giorgetta conferma «l'esistenza di trattative in corso» (che coinvolgerebbero anche l'Armée Suisse, che ha in gestione l'ex aeroporto di proprietà della Confederazione), ma non si sbilancia sulla localizzazione, forse per evitare la levata di scudi da parte della popolazione che a quanto pare già nelle prossime ore depositerà una petizione con in calce 2500 firme contro l'ampliamento della zona industriale di San Vittore, ampliamento che - se concesso - permetterà di riconvertire l'area militare e quindi di ospitare l'industria lecchese.
A settembre l'incontro decisivo e se l'assemblea comunale darà il proprio assenso (ma non è detto che la decisione passi attraverso un referendum popolare) allora Fiocchi potrà dare il via al conto alla rovescia che in due anni porterà a "duplicare" i reparti di caricamento e confezionamento con un investimento di 4 milioni di euro. Mica noccioline, insomma.
I timori della popolazione sono comprensibili, si tratta di un'industria che ha pur sempre a che fare con esplosivo, e proprio per questo una delegazione elvetica si è recata più volte in quel di Lecco negli ultimi mesi per toccare con mano il piano sicurezza che l'azienda (situata nel cuore della città) ha adottato.
«E' vero - precisa il presidente Stefano Fiocchi - ma vorrei fare notare che l'esplosivo in Svizzera lo tratteremo solo, non lo produrremo. E poi abbiamo steso il progetto applicando la normativa vigente in Italia in fatto di sicurezza, che è certamente tra le più rigide d'Europa. Sul piatto della bilancia, vanno però messi anche quei 30-35 nuovi posti di lavoro che sin dall'inizio garantiremo, con la possibilità di incrementare l'occupazione a breve».
Ora la parola passa alla popolazione e alle autorità mesolcinesi. Già la Valposchiavo si era pronunciata su un possibile insediamento, bocciandolo più per mancanza di spazi adeguati che per tipologia produttiva. «Abbiamo comunque altre alternative - chiosa il presidente Stefano Fiocchi - Altre localizzazioni sempre in Svizzera e sempre nei Grigioni, per la precisione nei pressi di Coira. Quello che è certo è che in Italia non investiremo più nemmeno un chiodo».

l.begalli

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