Emilio Rigamonti lascia:
bresaola tutta brasiliana

È ufficiale. Emilio Rigamonti ha venduto tutto. Anche quel 30% che aveva trattenuto all'atto della cessione della maggioranza della storica industria che ha reso la bresaola famosa nel mondo. L'atto porta la data del 3 marzo, quando la Jbs, leader mondiale nella produzione di proteine animali, ha completato l'acquisizione del pacchetto azionario di cui già possedeva il 70%

Emilio Rigamonti lascia: bresaola tutta brasiliana
MONTAGNA È ufficiale. Emilio Rigamonti ha venduto tutto. Anche quel 30% che aveva trattenuto all'atto della cessione della maggioranza della storica industria che ha reso la bresaola famosa nel mondo. L'atto porta la data del 3 marzo, quando la Jbs, leader mondiale nella produzione di proteine animali, ha completato l'acquisizione del pacchetto azionario di cui già possedeva il 70%.
Lascia, dunque, Emilio Rigamonti, il patron dell'industria che oggi dà lavoro a 300 dipendenti e che vanta un fatturato di 120,6 milioni di euro (di cui 110 in Italia): «Non so, giocherò a golf, mi dedicherò ad altro... di certo per me è giunto il momento di ritirarmi. Ottant'anni il prossimo primo maggio, "Millino" - come lo chiamano affettuosamente gli amici - passa le redini della sua azienda che, nel 2013, compirà un secolo di vita, ma non lascerà la sua poltrona in azienda: un ufficio lo avrà sempre in veste di presidente onorario, carica che i brasiliani gli hanno offerto al momento della stipula del contratto di vendita. «Ho portato l'azienda di famiglia ai massimi livelli... Ora la bresaola valtellinese è davvero nel mondo perché rappresenta una produzione di nicchia in un gruppo che è un colosso per potenza ed è presente in tutti i continenti... La strada è spianata per questo prodotto che non avrà problemi a conquistare nuovi mercati».
La bresaola più famosa della Valtellina parla dunque paulista (la sede della Jbs è a San Paolo) ed entra a far parte di un colosso che è il maggiore produttore (allevamento, macellazione, trasformazione) di carni bovine a livello mondiale, e ha un giro d'affari complessivo di oltre 32 miliardi di dollari.

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