Martedì 01 Marzo 2011

Guida in stato di ebbrezza:
4 mesi di lavori in Comune

SONDRIO È di sicuro la condanna più pesante per guida in stato di ebbrezza registrata in Tribunale a Sondrio da quando è entrata in vigore la possibilità di chiedere (e ottenere) i lavori socialmente utili.
Quella di ieri, pronunciata con rito monocratico dal giudice Renato Buzi - non c'è che dire - le batte tutte: 125 giorni di lavori di pubblica utilità da "scontare" nel comune di Torre Santa Maria. Quattro mesi a disposizione della collettività per estinguere il reato e chiudere il conto con la giustizia, evitando al contempo la confisca della macchina (ma non la sospensione della patente per un anno). E così, la sentenza pronunciata ieri nei confronti di Egidio Marini, classe 1979, residente a Sondrio, località Cà Bianca, rischia di fare storia.
Merito della "nuova" normativa, entrata in vigore a fine luglio 2010 e che a gran voce gli avvocati chiedono venga applicata - in quanto ritenuta più favorevole ai loro clienti - anche se il reato è stato commesso prima di quella data, come nel caso del Marini, che fu fermato a bordo della sua Polo il 10 gennaio del 2010 e fu trovato positivo all'alcoltest con un tasso alcolemico riscontrato 1,61 g/l alla prima prova, 1,65 alla seconda.
Stando alla "vecchia" norma che punisce la "guida in stato di ebbrezza" (l'articolo 186 del codice della strada) il giudice avrebbe dovuto applicare la pena più grave, vale a dire da tre mesi a un anno di arresto e da 150 a 600 euro di ammenda oltre alla sospensione della patente da uno a 2 anni e la confisca della vettura.
La nuova norma - che prevede sempre la sospensione della patente e la confisca del mezzo (che viene però disposto in sede amministrativa) -, pur avendo comportato un inasprimento della pena detentiva (in pratica il raddoppio della pena minima dell'arresto che parte da sei mesi e non più da tre), ha di fatto introdotto con il "comma 9 bis" il lavoro di pubblica utilità (che viene invocato dall'imputato ma che viene concesso a discrezione del giudice). La pena detentiva e quella pecuniaria viene così sostituita da prestazioni presso enti e strutture accreditate. Ed è quello che ha fatto il giudice Buzi ieri: il Marini è stato condannato (con patteggiamento e quindi con lo sconto di un terzo) a 4 mesi di arresto e a 1400 euro di ammenda. Il giudice ha poi convertito la pena detentiva in 30mila euro ed ha trasformato i 31mila e 400 euro in giorni di lavoro dividendo la cifra per 250 euro (l'equivalente di un "giorno di lavoro). Di qui i quattro mesi di prestazioni che dovranno essere garantiti da una relazione finale che sarà cura del Comune stilare perché - resta inteso - che se l'imputato non eseguirà a dovere il lavoro di pubblica utilità, il giudice può revocare la misura e ripristinare il carcere (da notare invece che se il lavoro va a buon fine la sospensione della patente viene dimezzata). Da un po' di mesi a questa parte in Tribunale fioccano le richieste dei comuni per essere accreditati ad accogliere "lavoratori" di questo tipo, ma i posti a disposizione sono davvero limitati in quanto ogni amministrazione non può affidare in carichi a più di due soggetti l'anno.

l.begalli

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