Venerdì 11 Febbraio 2011

Influenza, boom tra i piccoli
«Genitori, abbiate fiducia»

SONDRIO «So che la tensione e l'attenzione è alta fra i genitori e non solo, in questo periodo, sia per effetto del picco influenzale in corso che costringe a letto parecchi bambini sia per quanto accaduto al piccolo Alessandro, morto a soli 5 anni. Un fatto che ha sconvolto anche noi medici pediatri, ma che non deve far venir meno, nei genitori, la fiducia nei propri medici di riferimento».
Così si esprime Nella Mezzabotta, medico pediatra di Sondrio, rappresentante sindacale del Simpef (il sindacato italiano medici e pediatri di famiglia) per la provincia di Sondrio. E l'allarme ha portato ad un piccolo assalto degli ambulatori. «So che il mio sostituto sta lavorando a pieno regime - spiega Mezzabotta - e che l'allerta fra i genitori è massima tanto più dopo il tragico fatto di Piateda. Del resto se mi si chiedono consigli da dare ai genitori che hanno a che fare con dei bimbi ammalati, devo rispondere che non è facile darli. Perché non ci sono regole fisse, diciamo dei vademecum, delle indicazioni precise da seguire».
«Basti pensare che anche per noi medici – insiste la dottoressa -, ancor più in questo periodo, non è facile districarsi fra i numerosi virus e batteri in circolazione. Perché siamo in un contesto di epidemia influenzale e parainfluenzale in cui troviamo parecchi piccoli con contemporaneamente i ceppi A e B dell'influenza e anche l'infezione da streptococco. Questo è un batterio abituale, nel senso che si trova tutto l'anno, ma per lo più in primavera e in autunno. Mentre, quest'anno, lo stiamo trovando parecchio presente anche in questo periodo».
«La scorsa settimana, ad esempio, ho inviato in Regione un report in cui si parlava di 100 casi di influenza riscontrati su bambini visti in ambulatorio - precisa la pediatra che è anche fra i medici sentinella della Regione Lombardia e che quindi comunica in Regione il numero dei casi di influenza esaminati –, mentre sono stati una cinquantina i consulti telefonici rispetto a bambini in cui, probabilmente, l'insorgenza del virus era in corso pronto a scoppiare nei giorni successivi».
Sì, perché la pediatra tiene a sottolineare che «gli indici infiammatori, all'insorgenza di qualsiasi malattia, non sono tali da permettere una diagnosi precisa che, invece, può esserci dopo 12-15-24 ore. Difficile quindi anche per noi capire subito con certezza cosa sta accadendo – dice Mezzabotta -. Per questo invito i genitori ad avere fiducia nei propri pediatri e a non agitarsi subito di fronte alla febbre alta precipitandosi il 1° giorno in ambulatorio per la visita. Potrebbe essere del tutto inutile ai fini della diagnosi. Meglio telefonare al medico per un consulto e seguire i consigli osservando l'aspetto generale del bambino nelle prime ore. Vedere se è collaborante, se mangia e, soprattutto, se beve e se ha il nasino libero. Perché è fondamentale che si idrati e respiri bene. Sono due parametri di massima allerta per noi medici chiamati a dare priorità agli interventi da eseguire, considerato che abbiamo, ciascuno, mille assistiti di cui molti fra i 0 e i 6 anni, per cui non possiamo visitare direttamente tutti. È fondamentale, comunque, in caso di febbre alta, il riposo e la dieta leggera. E l'osservazione costante del bambino per capire se dà segni di peggioramento manifesti. E, in tali casi, richiamarci subito».

l.begalli

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