Venerdì 11 Febbraio 2011

Il Pd: «Tangenziali
senza fondi certi»

SONDRIO Un richiamo, forte, al senso di responsabilità «perché a tre anni e mezzo dalla firma, dei soldi indicati nel protocollo d'intesa non abbiamo ancora alcuna certezza». A parlare è Giacomo Ciapponi, il segretario provinciale del Pd, che si assume il compito di suonare la sveglia al territorio su un tema, quello della strada, che non stenta a definire «il» tema.
«Siamo preoccupati per le dichiarazioni di alcuni esponenti di maggioranza - esordisce Ciapponi - che sembrano affrontare la situazione con estrema superficialità. E faciloneria. Ad oggi la situazione è tutt'altro che serena per quanto riguarda i finanziamenti visto che, sui 280 milioni preventivati inizialmente (ma nel frattempo i conti sono lievitati salendo a 416 milioni), le uniche certezze sono quelle relative ai 25 milioni destinati al primo lotto e i 13 della legge Valtellina. Tutti gli altri sono solo sulla carta». E il riferimento - protocollo d'intesa alla mano - è ai 35 milioni degli eventuali economie del primo stralcio - «dei quali, però, l'azienda Salini ne ha già chiesti 17 per riserve e che quindi non sappiamo quanti saranno alla fine» - e ai 60 milioni del Cipe «dei quali non abbiamo ancora garanzie e dai quali discendono a cascata i 50 milioni della Regione e i 97 milioni del territorio». Delibera quella del Cipe che secondo la tabella stilata dal collegio di vigilanza del novembre 2009 avrebbe dovuto essere pubblicata il 31 agosto 2010, data che lo stesso collegio di vigilanza nella riunione del giugno 2010 aveva spostato di un mese, a settembre dello scorso anno. «Ebbene - ancora Ciapponi - siamo a febbraio 2011 e di quei soldi non si sa ancora nulla». Ufficiosamente gli esponenti di Lega Nord e Pdl, però, dicono che proprio in questi giorni dovrebbe sbloccarsi quel finanziamento tanto che sono previste entro la fine del mese in Valtellina visite eccellenti come quelle del viceministro leghista Castelli e del ministro pidiellino Matteoli. Ma queste sono soltanto voci per il momento.
«La verità - prosegue il segretario provinciale del Pd - è che è stata venduta la certezza della realizzazione delle tangenziali già da tempo e invece siamo al palo. Per questo chiediamo un'azione seria da parte di chi sta al governo e dei suoi rappresentanti locali perché alle promesse seguano finalmente i fatti». La preoccupazione espressa dal segretario a nome del partito, che sul tema si è confrontato ripetutamente e con grande attenzione, riguarda anche la scelta, più volte annunciata, di chiudere intanto i conti della tangenziale di Morbegno, rinviando ad un secondo momento il reperimento delle risorse per la bretella di Tirano. «Qui non è questione di quale cantiere apre prima - spiega Ciapponi -, non pensiamo che debbano iniziare le opere in contemporanea, ma riteniamo che i conti debbano essere chiusi insieme. Il territorio finora si è mosso secondo questa logica, quella cioè dell'unitarietà dell'iniziativa progettuale. Come, tra l'altro, ha ribadito anche l'ex presidente della Provincia Fiorello Provera non molti giorni fa». Per questo Ciapponi e i suoi chiedono un confronto aperto alla maggioranza che sta al governo della Provincia, chiedono chiarezza e dialogo, purché non attraverso il comitato istituzionale «che - accusa il segretario del Pd - è un comitato fantasma o bamboccio nel quale ci si limita a ratificare decisioni prese altrove». E invece la richiesta forte è che la maggioranza non tenga per sé le decisioni, ma le condivida con il territorio. Partendo dal presupposto che ora tocca agli enti superiori reperire i fondi «perché il territorio di sforzi ne ha già fatti abbastanza».
Appello alla Provincia, dunque, e ai rappresentanti locali in Parlamento, - «dal canto nostro facciamo il possibile, la nostra deputata Codurelli in più di un'occasione ha portato la questione della Statale all'attenzione delle commissioni romane» specifica Ciapponi -, ma anche a Comune e Comunità montana di Tirano. Già perché quello secondo gli esponenti del Pd è un nodo importante da sciogliere. «Al momento, posto che ci siano quelli per Morbegno, i soldi per la tangenziale di Tirano non ci sono - le parole di Andrea Patroni del direttivo del partito -, ma il territorio non deve rinunciare alla tangenziale. Il sindaco e il presidente della Comunità montana di Tirano devono sollecitare la Provincia e rivendicare i loro fondi. Non vorremmo che alla fine ci fossero figli e figliastri». Patroni si riferisce all'ipotesi - perché al momento di questo si tratta non essendoci alcuna delibera ufficiale al proposito - avanzata durante l'ultima riunione del collegio di vigilanza di spostare i soldi appostati per Tirano (95 milioni) sul capitolo di Morbegno così da chiudere i conti del progetto della Bassa valle il cui costo è lievitato da 195 a 280 milioni di euro. «Ne va della vivibilità di tutto il Tiranese - pone l'accento Patroni -. Le soluzioni vanno trovate subito, ma per entrambe le strade». E soluzioni concrete, che vadano al di là dei ribassi d'asta. «Qui si parla di mettere nel conto per Tirano i ribassi della tangenziale di Morbegno - aggiunge Ciapponi - senza considerare che non è detto che siano, come ipotizzato, intorno a 70 milioni e che, in ogni caso, i ribassi si possono utilizzare solo ad opera conclusa, quando cioè i conti hanno dimostrato di tornare».
L'azione del Pd non si ferma qui. Già la settimana prossima il consigliere regionale Angelo Costanzo presenterà un'interrogazione al Pirellone «per avere risposte chiare dall'assessore Cattaneo».

l.begalli

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