Giovedì 10 Febbraio 2011

Tensione in pediatria
per le mamme infuriate

SONDRIO I vertici dell'Azienda ospedaliera si giustificano parlando di «una vera e propria situazione di contingente emergenza».
Le mamme che ieri hanno dovuto fare "anticamera" per ore e ore nel reparto di pediatria, insistono nel definirla «un'incresciosa situazione che non dovrebbe mai verificarsi in un ospedale».
Otto mamme, con i rispettivi bambini piccoli e piccolissimi, ieri si sono trovare ad attendere anche 5 ore prima di riuscire ad incontrare il pediatra in reparto. Alle 14, infatti, il primario ha "staccato" per la pausa pranzo e il collega in servizio non si è fatto vedere prima delle sedici, quando si è trovato davanti un pugno di mamme agguerrite e determinate a protestare per la prolungata attesa. Il perché di quell'assenza ce lo ha spiegato il direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna, Luigi Gianola: «Il pediatra è stato impegnato in un delicato intervento nel reparto di rianimazione dove un'équipe di medici ha predisposto il trasferimento in eliambulanza dall'ospedale di Sondrio al Gaslini di Genova per una piccola paziente che versa in condizioni molto delicate... Si è quindi reso necessario adottare tutte le precauzioni e le attenzioni del caso considerate l'età (sei anni, ndr) della paziente e la patologia importante di cui soffre... Quanto accaduto ieri in reparto Pediatria è dunque successo per una concomitanza di fattori che sono del tutto unici».
Gianola non si limita a giustificare, ma «condivido e solidarizzo con quelle mamme che hanno dovuto attendere a lungo...», dice.
A detta di alcune delle mamme che hanno chiamato in redazione, in realtà non si tratterebbe di un episodio isolato, ma all'ordine del giorno. E in periodo come questo in cui l'influenza mette a letto metà della popolazione al di sotto dei 7 anni, attendere ore per far visitare un bimbo, magari piccolissimo, è motivo più che sufficiente a mandare fuori dai gangheri qualsiasi genitore che si chiede perché ci siano così pochi medici in servizio. «Diciamo subito che non si potenzia un reparto per far fronte alle necessità che un'epidemia influenzale comporta - dice Gianola -. Vorrebbe dire assumere "stagionalmente" un medico e questo non è certo possibile... E poi i medici non mancano, sia in pediatria che nelle attività ambulatoriali presenti a Sondalo, Morbegno e Chiavenna... Bene allora ricordare ai genitori che esiste anche la figura del "pediatra di famiglia". Ce ne sono ben 17 sul territorio e sono tutti bravissimi... Purtroppo capita che genitori ansiosi anziché mettersi in contatto con loro, decidano di bypassarli e si rivolgano direttamente in reparto o in pronto soccorso e a volte non si tratta di emergenze, ma di casi che avrebbero dovuto transitare attraverso il medico di famiglia».
Già, ma riuscire a trovare un pediatra di base (che comunque non ha l'obbligo della reperibilità) non è cosa facile e soprattutto immediata, almeno a giudicare dalle lamentele delle famiglie.

l.begalli

© riproduzione riservata