Venerdì 04 Febbraio 2011

Certificati di malattia on line:
medici furiosi in Valtellina

SONDRIO Il meccanismo della trasmissione on line all'Inps dei certificati di malattia da parte dei medici di medicina generale (130 quelli in servizio in provincia di Sondrio) sta facendo salire la febbre di parecchi di questi ultimi, tanto più all'indomani dell'entrata in vigore delle sanzioni previste dal ministro Brunetta per chi non si adegua agli standard. «Non già per motivi tecnici - precisa il ministro della pubblica amministrazione -, ma per un reiterato rifiuto di utilizzare il nuovo sistema capace di migliorare la vita di 18 milioni di lavoratori facendo risparmiare loro 200 milioni di euro di raccomandate».
Con il nuovo sistema telematico, infatti, i lavoratori non devono più preoccuparsi di spedire il certificato medico all'Inps perché lo deve fare il medico di base via internet. Una volta ottenuta, sempre on line, la ricevuta dall'Inps dell'avvenuto protocollo del certificato, il medico ne stampa due copie e le consegna al paziente, una delle quali quest'ultimo dovrà provvedere ad inviare al datore di lavoro.
«Ma scherziamo? Ci si rende conto delle difficoltà di tipo organizzativo cui si va incontro soprattutto in un territorio come il nostro - rilancia sui due piedi Marco Tam, referente provinciale dello Smi, Sindacato medici italiani - ? Prima di tutto abbiamo zone non collegate via Adsl con colleghi impossibilitati a procedere on line anche volendo. Mi riferisco alla Valmalenco, ad Albosaggia, Piateda, Montagna e Poggiridenti alto, solo per fare alcuni esempi. Dopodiché, anche quando ci si collega, ecco che, regolarmente, al lunedì, il cervellone Inps va in tilt. Per cui si deve stare ad aspettare un ok che non arriva e si perdono minuti su minuti. Intanto la coda dei pazienti che aspettano fuori dallo studio “lievita”. A ciò si aggiunga il fatto che, pure regolarmente, un giorno a settimana, il sistema Siss della Lombardia cui siamo collegati si inceppa anche lui. Va da sé, allora, che non ci sono le condizioni per applicare quelle sanzioni, fino al licenziamento, che Brunetta ha previsto». «Il ministro ci sta dicendo che dobbiamo andare sulla Luna sennò ci punisce, ma questo è inaccettabile - aggiunge Vincenzo Catinella, medico di base di Ardenno e presidente provinciale Snami (sindacato autonomo medici italiani) con 45 associati di cui 30 medici di base -. Le sanzioni devono scattare quando il sistema è a regime fermo restando che il licenziamento è una reazione sproporzionata rispetto all'azione. Per quanto mi riguarda il certificato on line, dal settembre scorso, lo sto facendo, ma i problemi tecnici sono innegabili». «Prima o poi il sistema andrà a regime e credo sarà un bene per tutti - aggiunge Massimo Rovazzani, medico di base a Ponte, segretario provinciale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), 37 medici di base associati oltre a 6 guardie mediche -, ma al momento il sistema informatico non è idoneo e si intasa anche se, va detto, la risposta lombarda all'appello del ministro è la più elevata d'Italia. Va, poi, anche considerato che i medici non possono portarsi computer e stampante quando vanno al domicilio dei pazienti».

l.begalli

© riproduzione riservata